Alto Garda

giovedì 10 Settembre, 2026

Pronto Soccorso di Arco, schizzano i costi: il ricorso ai medici gettonisti triplicato in tre anni

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Nel 2023 chiamati cinque professionisti esterni ad Asuit costati 347 mila euro divenuti diciotto nel 2025, impiegati per 8.500 ore di servizi a un costo di 709.800 euro

Gli accessi al pronto soccorso dell’Ospedale dell’Alto Garda continuano a salire di anno in anno segnando il record nel 2025 con 20.259 accessi, ma quel che emerge ancora di più è come questi accessi vengono gestiti e come si faccia fronte ad un carico di lavoro importante: l’ammontare di prestazioni orarie aggiuntive è importante soprattutto quelle a carico del personale dirigente sanitario, cresciute esponenzialmente e passate da 73,55 ore extra nel 2021, per un costo di 4.413,20 alle 2.151,06 ore extra del 2025 per un costo totale sanitario pari a 215.106,22 euro. Non solo, anche l’impiego di prestazioni da libero professionisti esterni all’Azienda al fine di coprire le esigenze del pronto soccorso è più che triplicato in soli 3 anni. Nello specifico, nel 2023 erano stati contattati 5 liberi professionisti per 3.617 ore di prestazioni e un costo complessivo di 347.186 euro. Nel 2025 sono 18 i libero professionisti esterni ad Asuit impiegati per 8.556 ore e un costo di 709.800,50 euro. I dati sono emersi a seguito di una puntuale interrogazione presentata dal consigliere provinciale Claudio Cia alla quale l’assessore provinciale alla salute Mario Tonina ha risposto in modo dettagliato.

Va detto che in termini di personale infermieristico /Oss la situazione è leggermente migliorata se rapportata con i parametri di calcolo delle struttura. Per quanto riguarda il personale infermieristico la dotazione necessaria dovrebbe essere pari a 22,71 Fte (Full Time Equivalent, ossia l’indicatore che misura le ore programmate ed equivale a un lavoratore a tempo pieno nel corso dell’anno). Se nel 2021 la dotazione media era più bassa della dotazione necessaria (21,44 Fte) nel 2025 la dotazione media si attesta a 23,03 Fte. Anche le prestazioni orarie aggiuntive del personale infermieristico / Oss è migliorata rispetto al 2022, ma è ancora molto elevata. Nel 2022, infatti le ore aggiuntive sono state 1.358, divenute 1.165 nel 2023, 952 nel 2024 e 766 nel 2025. A fronte di questo calo cresce, però, come riferito in apertura d’articolo, il lavoro dei personale medico, sia interno ad Asuit, sia quello esterno in libera professione. « L’équipe medica del pronto soccorso – spiega Tonina – è composta da sei medici e può essere integrata, in caso di necessità, dai medici del reparto di Medicina interna. Il responsabile del pronto soccorso nel predisporre la turnistica mensile, può avvalersi della collaborazione di medici dell’Azienda di altri reparti e/o ospedali (è in essere un accordo con la chirurgia di Rovereto) o della presenza di medici specializzandi e di medici libero professionisti. Il numero dei dirigenti medici in servizio effettivo in pronto soccorso va valutato in base al periodo considerato in quanto l’équipe di sei medici non è stata stabile nel tempo in conseguenza di assenze prolungate per aspettativa, malattie, incarichi in altre sedi extra aziendali, concessioni di orari a tempo parziale, ricorso a specializzandi a tempo ridotto».

Insomma, capire quanti effettivi sono in servizio non è cosa facile. Ad aprile di quest’anno sono parte contrattualizzata 1 direttore, 8 dirigenti medici in servizio in reparto di Medicina interna e 6 dirigenti medici in servizio in Pronto soccorso. «Al fine di gestire le complessità legate all’elevato afflusso turistico (da aprile a fine settembre) – continua Tonina – e all’aumento delle patologie respiratorie invernali, l’assetto dei turni è stato rivisto. In tale contesto, l’Azienda ha condiviso e supportato la riorganizzazione dell’osservazione breve e oggi l’Unità operativa di Medicina interna e Pronto Soccorso di Arco prevede un modello basato su tre équipe in Medicina, un medico specificamente dedicato all’osservazione breve e due medici impiegati nel Pronto Soccorso in orario diurno. Questa riorganizzazione ha portato alla stabilizzazione dell’offerta sanitaria e all’ottimizzazione dei tempi di gestione anche in termini di sicurezza del paziente, garantendo che i trasporti secondari urgenti verso gli ospedali di Trento e Rovereto siano assistiti da personale dedicato, senza sguarnire l’attività di emergenza di Arco». Proprio per questo è stata favorita la collaborazione con altre unità operative dell’azienda sanitaria ed è stato impiegato personale medico in libera professione ove necessario. «La scelta di assegnare turni mirati a un ampio bacino di professionisti ha garantito copertura e flessibilità – assicura Tonina -. A riprova del positivo clima lavorativo instaurato, alcuni medici inizialmente esterni hanno scelto di stabilizzarsi superando i concorsi indetti dall’Azienda».

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