Val di Sole
mercoledì 9 Settembre, 2026
Un orso entra in un recinto e preda una mucca. L’attacco nella notte Fraviano: «È successo vicino alle case, non in una malga isolata»
di Sergio Zanella
L'episodio nella principale frazione di Vermiglio. L'allevatore Giacomo Bertolini: «Serie di episodi negli ultimi due mesi»
Non più un alpeggio in quota, ma un recinto a ridosso delle abitazioni. È questo l’aspetto più preoccupante dell’ultimo attacco attribuito a un orso a Vermiglio. L’episodio, raccontato dall’allevatore Giacomo Bertolini, è avvenuto nella tarda serata di lunedì 7 settembre, attorno alle 23.30, nella frazione di Fraviano.
A rompere il silenzio della notte sono stati i campanacci e il muggito delle bovine. Nel recinto, che arriva praticamente contro le case, era entrato un orso. Secondo la ricostruzione dell’allevatore, il plantigrado ha sbranato una vitella e poi inseguito una manza, spingendola verso le abitazioni. La fuga dell’animale è terminata tragicamente. La manza ha travolto una staccionata in legno ed è precipitata da un muro alto quasi due metri, per poi rotolare per una cinquantina di metri e morire.
Momenti di paura anche tra gli abitanti. I bambini che stavano giocando in strada sono rientrati in casa, mentre una persona appena uscita dal bar di famiglia, prima di andare a dormire, sarebbe rientrata spaventata dopo aver sentito i rumori e aver capito che gli animali stavano arrivando verso il giardino.
Un episodio che arriva dopo settimane di tensione per gli allevatori della Val di Sole. Tra luglio e agosto, secondo quanto riferito dal comparto zootecnico, erano già una ventina i casi di predazione registrati tra Vermiglio, Ossana, Bolentina, Peio e Rabbi. La questione era stata affrontata anche durante la festa degli allevatori di metà agosto a malga Sadron di Croviana. In quell’occasione l’assessore provinciale Roberto Failoni aveva riferito che il Corpo forestale aveva identificato i due esemplari ritenuti protagonisti degli attacchi e si era attivato per attuare misure di dissuasione: uno nell’area tra Vermiglio e Peio, concentrato soprattutto sui bovini, e uno in Val di Rabbi, responsabile in particolare di predazioni ai danni di asini e ovini.
Ora l’attacco di Fraviano riaccende le domande degli allevatori. «Da due mesi fra Vermiglio, Peio e Rabbi c’è, o ci sono – la comunicazione non è mai chiara – degli orsi che si dilettano nel predare animali», scrive Bertolini, chiedendosi se sia possibile che gli esemplari non vengano individuati e affrontati. Nel suo intervento l’allevatore punta il dito anche contro la politica. Il giorno precedente all’attacco si era svolta a Ossana la Fera dei Sét, appuntamento dedicato al bestiame e agli allevatori, con la presenza di rappresentanti delle istituzioni per premiare ed elogiare il lavoro degli operatori. «Possibile che quando ci sono le mostre del bestiame e le fiere ci siano sempre rappresentanti politici a ringraziare ed elogiare gli allevatori – scrive Bertolini – ma che di fronte a perdite nessuno faccia in modo di mitigare questi danni o quanto meno supportare gli allevatori?».
L’allarme era già stato lanciato dal presidente degli allevatori Giacomo Broch e dal rappresentate della categoria in Val di Sole, Sergio Panizza. Alla discussione si era aggiunta anche la lettera aperta della veterinaria Elisa Pedergnana di Pellizzano. Ora, dopo l’ennesimo attacco, gli allevatori attendono risposte. E soprattutto interventi concreti. Perché la presenza del grande carnivoro, in questo caso, non riguarda più soltanto i pascoli lontani dai centri abitati.
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