Crisi climatica

venerdì 1 Dicembre, 2023

Parte la Cop28 tra dubbi e emergenza. Sul T il diario (e il podcast) della conferenza di Dubai

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La ventottesima edizione della Conferenza Onu arriva a Dubai in un momento cruciale, con il mondo chiamato a scegliere tra urgenza e interessi

Ci sarà anche un pezzo di Trentino alla Cop 28. La ventottesima conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico che si tiene ogni anno in un paese diverso e ha l’obiettivo di cercare di contrastare gli effetti del riscaldamento globale e che quest’anno si terrà a Dubai negli Emirati Arabi Uniti. L’associazione Viração&Jangada, assieme all’Agenzia provinciale per la protezione ambientale (Appa) guiderà, infatti, una delegazione di giovani trentini alla Cop di quest’anno. I giovani partecipanti sono: Marzio Fait, Viola Ducati, Ilaria Bionda, Francesca Roseo, Sofia Farina, Federica Baldo, che sotto presentano i loro obiettivi e le loro curiosità alla vigilia della partenza. Ad accompagnarli ci saranno poi, Paulo Lima, Educomunicatore e presidente di Viração&Jangada, Lavinia Laiti e Roberto Barbiero, climatologi di Appa, e Eleonora Cogo, membro della delegazione Italiana (2021-2021) ai negoziati Un sul clima (Unfccc) e negoziatrice per l’Unione europea. Durante la loro missione alla Cop, questi giovani saranno anche i reporter del «T». Ogni giorno su Terra Madre ci sarà una rubrica dedicata ai lavori della Cop e ogni sera alle 19 pubblicheremo sul sito e sui canali social il podcast: Cose di Cop, in cui i giovani racconteranno la giornata a Dubai. Le sfide a cui questa Cop dovrebbe rispondere sono tante: la mitigazione delle emissioni, dopo gli accordi deludenti della Cop26 è sostanzialmente scomparsa da quelli della conferenza di un anno fa in Egitto ed è quantomai cruciale invece rinnovare impegni più ambiziosi dei paesi inquinatori. Il grande risultato della Cop egiziana è stata l’istituzione del Fondo «Loss & Damage» per ricompensare i Paesi danneggiati dal cambiamento climatico. Un principio importante a cui però ora va dato corpo. Tra gli attivisti, però, in molti sono scettici sulla possibilità che questa Conferenza, tenuta sotto la regia di un Paese tra i più grandi esportatori di petrolio, possa raggiungere questi obiettivi.