Mondo
martedì 5 Maggio, 2026
Nuovo attacco di Trump a Papa Leone: «Mette in pericolo i cattolici, gli va bene che l’Iran abbia un’arma nucleare»
di Redazione
Il tycoon critica nuovamente il pontefice per le posizioni sulla crisi in Medio Oriente. Giovedì l'incontro in Vaticano con Rubio
Papa Leone «sta mettendo in pericolo molti cattolici». Donald Trump, in un’intervista a Salem News Channel, torna ad attaccare il Pontefice, reo a suo avviso di aver condannato gli attacchi americani in Iran, quelli israeliani in Libano e di aver espresso un “no comment” sul caso Jimmy Lai. L’editore cattolico è stato condannato a vent’anni di carcere a Hong Kong con l’accusa di cospirazione finalizzata alla collusione con forze straniere e pubblicazione di materiali sediziosi su Apple Daily, il suo giornale.
«Invece di parlare della detenzione di Jimmy Lai, il Papa preferirebbe parlare del fatto che va bene che l’Iran abbia un’arma nucleare, e non penso che sia una cosa buona. Penso che stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone, ma suppongo che se dipendesse dal Papa, penserebbe che vada benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare», sostiene Trump. A rispondere al presidente degli Stati Uniti, questa volta, è il segretario di Stato della Santa Sede, Pietro Parolin: «Il Papa va avanti per la sua strada, predica il Vangelo, “Opportune et importune”», dice citando San Paolo. Ovvero: il Pontefice predica la pace, sempre, “al momento opportuno e non opportuno”. Da San Giovanni Rotondo, Parolin parla a due giorni dall’udienza di domani in Vaticano del segretario di Stato Usa, Marco Rubio. «Anche di fronte a questi nuovi attacchi io non so se il Papa avrà occasione di rispondere, ma la linea rimane quella», spiega il Segretario di Stato, ricordando che, parlando con i giornalisti su uno dei voli del suo viaggio in Africa, Prevost aveva già risposto, precisando di non essere interessato a dibattere con Trump ma di voler solo «promuovere la fraternità». A difendere Leone XIV interviene anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ricorda che gli attacchi nei confronti del Santo Padre «non sono né condivisibili né utili alla causa della pace».
Giovedì alle 11.30, Papa Leone riceverà dunque in Vaticano Rubio, cattolico e di origini cubane. A lui il compito di ricucire gli strappi e chiarire alcuni nodi. Non solo Iran e Medio Oriente sul tavolo, ma anche Ucraina, Cuba appunto e Venezuela. Il faccia a faccia, assicura l’ambasciatore Usa presso la Santa Sede Brian Burch, sarà una «conversazione franca» sulle politiche dell’amministrazione Trump. «Le nazioni hanno divergenze, e credo che uno dei modi per superarle sia attraverso la fraternità e un dialogo autentico». Venerdì poi Rubio vedrà la premier Giorgia Meloni e i ministri Tajani e Crosetto (Difesa).
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