Calcio

giovedì 11 Giugno, 2026

Al via il mondiale: l’Azteca si colora per la cerimonia d’apertura e il Messico vince la prima gara 2-0

di

In campo le esibizioni di Shakira e Andrea Bocelli. Nel match d’apertura ben tre cartellini rossi

Attesa finita: con la cerimonia di apertura e la prima partita tra Messico e Sudafrica hanno preso il via i Mondiali di calcio 2026. Ancora una volta (la terza di fila) senza l’Italia, saranno 48 le squadre a contendersi il trofeo conquistato dall’Argentina quattro anni fa, dopo una finale straordinaria contro la Francia, nelle 104 partite di questa edizione. Èanche la prima volta che tre paesi (Usa, Messico e Canada) ospitano una Coppa del Mondo. Un Mondiale iniziato già tra le polemiche legate ai modi, spesso brutali, con cui le autorità americane hanno accolto le delegazioni delle squadre per i controlli di sicurezza.

Il Messico e il suo mitico stadio Azteca nella capitale sono diventati il primo Paese e il primo impianto a ospitare tre cerimonie di inaugurazione, dopo il 1970 e il 1986. Quello che è andato in scena è stato uno show spettacolare, ispirato ai colori e ai motivi del tradizionale papel picado messicano. L’inizio della cerimonia ha visto un pallone dorato al centro del campo poi diventare una Coppa del Mondo gigante mentre ballerini in costume tradizionale danzavano rimandando alla storia del Messico e della sua millenaria civiltà. Poi, riflettori tutti puntati su Shakira. La pop star colombiana ha presentato insieme a Burna Boy il nuovo brano ufficiale per questa edizione della coppa del mondo: «Dai Dai». La voce senza tempo di Andrea Bocelli ha invece intonato l’inno di questi Mondiali, dal titolo «Dna». Una performance, quella del cantante italiano, che ha conferito al brano solennità e intensità emotiva. «Tornare a Città del Messico, una città che mi ha sempre accolto con straordinario calore, mi riempie di gioia e gratitudine», ha detto Bocelli evidenziando anche quanto sia speciale condividere questo progetto con la cantante sudcoreana EJAE, Megan Thee Stallion e David Guetta. Presenti anche diverse star locali, come Alejandro Fernández che ha cantato l’inno nazionale messicano e Ryan Castro insieme a J Balvin per un’esibizione speciale. L’attrice, regista e produttrice messicano-americana candidata all’Oscar Salma Hayek Pinault è scesa in campo come ambasciatrice della Coppa del Mondo dando il «benvenuto in Messico», mentre in tribuna il presidente della Fifa Gianni Infantino ha mostrato sorridente il vero trofeo.
La cerimonia, così come le altre due in programma in Usa e Canada, è stata curata da Balich Wonder Studio di Marco Balich, il regista italiano che più di chiunque altro al mondo sa costruire questi momenti: 16 cerimonie olimpiche e paralimpiche – da Torino 2006 a Milano Cortina 2026 – sei finali di Champions League, i Mondiali di Qatar 2022. Un racconto che, nelle sue parole, deve essere sempre e prima di tutto autentico: «Ci devi credere tu, ti devi commuovere tu per primo».
Tra le crescenti proteste e tensioni sociali nella capitale messicana, oltre 80.000 tifosi, tutti coloratissimi, hanno assistito alla cerimonia pronti poi a fare il tifo per le due squadre. Ma decine di migliaia di persone hanno assistito allo show anche all’esterno dello stadio, con Città del Messico di fatto letteralmente paralizzata e blindata per l’escalation delle proteste e delle tensioni sociali in città.

La parola è poi passata al campo dove il Messico ha battuto agevolmente 2-0 il Sudafrica nel match valido per il gruppo A, ipotecando già il passaggio del turno. Primo gol del Mondiale a opera di Quinones al 9’, sfruttando uno svarione della difesa e del portiere sudafricano. Nella ripresa al 67’ il raddoppio di Jimenez, con gli avversari che hanno chiuso in nove per i rossi a Sithole e Zwane. Nel finale espulso anche il messicano Montes.