Crisi climatica

giovedì 25 Giugno, 2026

L’Italia resta rovente e arriva il picco del caldo: nel weekend temperature record fino a 40 gradi

di

Riunione tecnica al ministero della Salute per monitorare l'ondata di calore. Scontro politico sulle misure per i lavoratori e i presidi chiedono un "Piano Scuola" contro le aule infuocate

Il caldo non dà tregua, anzi il picco è atteso nel fine settimana con temperature che sfioreranno i 40 gradi e con l’afa che si allungherà al Sud, finora risparmiato. Aumentano in Italia le città da bollino rosso: dalle 16 di ieri alle 17 di oggi fino alle 18 di domani. Temperature roventi nelle grandi città come Milano, Roma, Torino (falcidiata dai black out), Firenze e Bologna, che si difendono varando ordinanze a tutela dei lavoratori esposti e dei più fragili. Aumentati del 15% gli accessi al pronto soccorso. Ieri, a causa di problemi ai climatizzatori, sono state sospese le viste al museo degli Uffizi di Firenze; per oggi e domani attesi i picchi di caldo a 37 gradi. Sull’emergenza caldo oggi «ci sarà una riunione tecnica al ministero per monitorare questa ondata di calore», ha affermato il ministro della Salute, Orazio Schillaci, precisando che il tavolo tecnico potrà valutare varie opzioni. «Abbiamo iniziato ad emanare i bollettini sulle ondate di calore già dal 25 maggio con tre giorni di previsione ogni volta. C’è grande attenzione. Abbiamo inoltre un decalogo con delle indicazioni chiare, che diffonderemo ulteriormente, e soprattutto dobbiamo tutelare le persone più fragili, gli anziani ed i bambini», ha sottolineato Schillaci a margine di un evento al dicastero. «Giorgia Meloni vuole dire di grazia una parola sull’emergenza climatica? – ha invece detto la capogruppo di Avs alla Camera, Luana Zanella -. Migliaia di persone lavorano nelle strade, sotto il sole, nei capannoni soffrendo le conseguenze terribili dei cambiamenti climatici. Possibile che voglia negare anche le temperature? I ministri Urso, Picchetto Fratin, Calderone, hanno qualcosa da dire al Paese che non siano le sciocchezze sull’impossibile nucleare? L’energia verde perché è al palo? La cassa integrazione per le ore di caldo dov’è?». La deputata ha ricordato che «una mozione a sua prima firma è ferma in Aula in attesa di sapere cosa intenda fare il governo sugli impegni chiesti: 1) Rafforzamento del Sistema operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute; 2) Piani di allerta; 3) Protocolli sanitari con la segnalazione di decessi causati dalle alte temperature; 4) Integrare le competenze climatiche negli standard della formazione permanente per personale sanitario; 5) Reti di protezione sociale attraverso l’istituzione di unità operative di emergenza socio-sanitarie di prossimità, con formazione degli operatori sanitari su sintomi da colpo di calore; 6) Monitorare i decessi, gli infortuni e i malori causati dall’esposizione di lavoratori a temperature eccessive e comunque superiori ai 35 gradi centigradi; 7) Campagne di comunicazione e informazione tramite mass-media e social; 8) Dati annuali alle competenti commissioni parlamentari sulle morti, infortuni o malori causati dall’incidenza delle alte temperature nelle città; 9) Una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio dei ministri per elaborare un programma nazionale di interventi; 10) Un grande programma nazionale di riforestazione urbana; 11) Normative per il consumo di suolo zero entro il 2030; 12) Ad approvare definitivamente entro il prossimo mese di settembre il Piano nazionale per il ripristino della natura, indicando azioni, misure e strumenti, inclusi quelli finanziari, con cui il nostro Paese intende raggiungere gli obiettivi posti dal regolamento Ue per il ripristino della natura».

Infine, in questi giorni di prove orali di maturità, Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi di Roma, ha detto all’Ansa che dopo il Piano Casa serve un Piano Scuola. «La scarsa visibilità delle scuole italiane – ha affermato – è un tema che solleviamo da anni: la maggior parte ha più di 50-60 anni e non presentano condizioni di salubrità e di igiene idonee per gli studenti e i docenti. Sono situazioni che si aggravano in inverno, anche se negli ultimi anni va meglio, ma soprattutto d’estate, da aprile fino ad ottobre le classi sono infuocate e nonostante siano stati sostituiti gli infissi in molte grazie ai fondi Pnrr, questo non è sufficiente, serve un grande intervento da parte dello Stato, il prossimo Parlamento dovrebbe portare avanti una normativa in tal senso».