Calore
mercoledì 24 Giugno, 2026
Allerta caldo, i sindacati scrivono a Provincia e Comuni: «Servono ordinanze per il blocco dell’attività nelle ore più calde»
di Redazione
Le sigle: «Linee guida che sono un punto di partenza, ma da sole non bastano»
Dopo l’allerta gialla per l’ondata di caldo proclamata dalla Provincia di Trento, prendono parola i sindacati Cgil, Cisl e Uil con una lettera rivolta al presidente Maurizio Fugatti, al suo vice Achille Spinelli e al presidente del Cal Michele Cereghini, sollecitando l’adozione di nuove ordinanze che fermino le attività lavorative negli orari più critici e nei settori ritenuti più a rischio.
«Le linee guida adottate dalla Giunta rappresentano un punto di partenza utile e uno strumento essenziale per veicolare corrette informazioni sul tema, però non sono sufficienti a mettere al sicuro la salute delle lavoratrici e dei lavoratori e a prevenire in modo efficace il rischio di colpi di calore – scrivono – Riteniamo infatti indispensabile che alle linee guida segua da parte della Provincia Autonoma di Trento e di tutte le Amministrazioni comunali, ognuno per quanto di competenza, l’emanazione di ordinanze che intimino il blocco dell’attività lavorativa nelle ore più calde della giornata, in genere comprese tra le 12,30 e le 16,00 per il personale impegnato in attività fisica intensa o in lavorazioni esposte al sole».
Si citano chiaramente i settori di agricoltura, edilizia, fiorvivaismo, logistica, cave, manutenzione stradale: «Senza l’assunzione di un provvedimento cogente, le linee guida rischiano di limitarsi ad un appello al buon senso e alla sensibilità dei datori di lavoro, spostando addirittura parte della responsabilità della prevenzione su preposti e rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza che, in quanto dipendenti, sono in evidente condizione di subordinazione». Sono diciotto, ad oggi, le regioni italiane che hanno emesso ordinanze riguardo all’emergenza.