Innovazione
mercoledì 24 Giugno, 2026
Val di Non, inaugurato il datacenter da 50 milioni. È il primo d’Europa ricavato in miniera: «Non consumerà acqua»
di Massimiliano Moser
Il taglio del nastro alla presenza del ministro Foti: farà funzionare i sistemi informatici di banche e di ospedali
Sessantatremila metri cubi di roccia estratta e riutilizzata, cinquantacinque chilometri di cavi posati, sei megawatt di potenza a regime per un investimento complessivo di 50 milioni di euro, di cui quasi 20 arrivati dal Pnrr. Questa la portata di «Intacture», il primo data center europeo realizzato in un sito estrattivo operativo, inaugurato ieri a Tuennetto di Predaia. L’infrastruttura ospita una piattaforma di supercalcolo per l’intelligenza artificiale e risulta essere il primo progetto Pnrr dedicato alle infrastrutture digitali ad aver completato la rendicontazione del 100% delle risorse assegnate. Il taglio del nastro ha voluto segnare l’avvio operativo di un progetto, in programma già da diversi mesi, che porta la firma del sistema trentino dell’innovazione, con il supporto in particolare dell’Università di Trento e il sostegno del programma europeo NextGenerationEu. Il cuore tecnologico è stato progettato dalla società di ingegneria integrata In-Site e sviluppato da Schneider Electric, leader globale per le tecnologie energetiche, «Di data center ne sono stati creati, ma nessuno all’interno di una miniera – ha aperto il ministro per gli affari europei, il Pnrr, e le politiche di coesione Tommaso Foti – l’innovazione è fondamentale per Italia ed Europa, e progetti come questo danno risposte concrete a un mondo che sta cambiando a una velocità imprevedibile fino a 15 anni fa. Oggi abbiamo aperto un polo di riferimento nel mondo della scienza e della ricerca: dovrà continuare ad evolversi per attrarre sempre più competenze.
In Trentino sono attivi 11.810 progetti finanziati con 1,5 miliardi di euro di risorse Pnrr, a fronte di un finanziamento complessivo di 2,3 miliardi». Un’infrastruttura che porta a terra (anzi sottoterra) uno spazio di rielaborazione di dati e di utilizzo attivo dell’intelligenza artificiale, diventando un punto di riferimento per aziende e privati. «La storia del progetto si è sviluppata in totale in 1584 giorni, dall’avvio del bando al collaudo definitivo – ha aggiunto il consigliere delegato di Trentino Datamine Dennis Bonn – non ci può essere una crescita sostenibile senza che i data center sappiano valorizzare i dati sviluppati: in un settore che cerca soluzioni in mare o nello spazio, noi abbiamo scelto di farlo in una miniera attiva. Per realizzarlo abbiamo dovuto scavare un grattacielo sotterraneo di decine di metri: prima del bando del Pnrr qui c’era una montagna compatta di roccia e sopra i boschi, ora ci sono 63mila metri cubi operativi e due gallerie sotterranee di 150 metri. I dati che qui verranno trattati saranno una risorsa per le banche, le compagnie elettriche, la sanità e tutte le imprese del territorio: Intacture vuole rispondere a questa sfida dei tempi moderni, addestrando un polo di intelligenza artificiale, protetto da 90 milioni di metri cubi di roccia». È stato sottolineato anche il basso impatto della struttura. «È un data center sostenibile – ha proseguito Bonn – l’acqua che consumiamo è a circuito chiuso, e l’energia elettrica è 100% rinnovabile, prevalentemente sfruttando l’idroelettrica locale. L’auspicio è che generi valore per le persone e per le imprese».
L’obiettivo condiviso è dunque quello di connettere aziende, centri di ricerca e istituzioni locali, proiettando l’intero territorio verso la trasformazione digitale e le sfide del supercalcolo. «Un’iniziativa che nasce da una programmazione economica e industriale molto forte – ha aggiunto l’assessore provinciale allo sviluppo economico Achille Spinelli – il Trentino si posiziona come produttore ed esportatore di servizi digitali avanzati e sicuri». Altri due rappresentanti del Governo, da remoto, hanno ribadito la portata dell’investimento fatto. «Intacture dimostra come le risorse del Pnrr possano tradursi in asset tangibili per il futuro del Paese, grazie a un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni, università e imprese, capace di sostenere la ricerca, e favorire l’innovazione. Oggi Intacture indica la strada: un’innovazione sostenibile e radicata nei territori, capace di generare sviluppo, occupazione qualificata e nuove opportunità per le future generazioni» ha evidenziato il ministro delle imprese e del made in Italy, Adolfo Urso. Concetti riportati anche dal ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin: «Aver portato un data center all’interno di una miniera è un’iniziativa rilevante e lungimirante. Si tratta di un gioiello tecnologico a basso impatto, perfetto dal punto di vista dell’efficienza energetica e idrica, che ci rende orgogliosi. Questo progetto dimostra come l’Italia sappia affrontare con successo la doppia transizione, energetica e digitale, unendo il futuro tecnologico alla bellezza e alla tutela del territorio».
Un’iniziativa che guarda al presente della regione e del Paese, ma soprattutto a quelli che potranno essere i benefici per il futuro delle nuove generazioni. «Oggi non viene presentato soltanto un nuovo data center, ma si realizza l’idea di futuro alla quale abbiamo lavorato incessantemente. In questo scenario i dati e il calcolo avanzato sono le fondamenta per innovare, crescere e sostenere l’intelligenza artificiale, garantendo al contempo sicurezza e sovranità tecnologica. Con Intacture il Trentino non ospita semplicemente dati, ma diventa una piattaforma d’avanguardia per la ricerca e custode di una parte centrale dell’innovazione strategica del nostro Paese» ha concluso il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio con delega all’innovazione Alessio Butti, con un videomessaggio.