Politica

domenica 19 Aprile, 2026

Leghisti trentini in trasferta alla festa dei «patrioti» a Milano. E scatta la polemica sulla «remigrazione»: scontro Ianeselli-Bisesti

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Il sindaco di Trento: «La Destra aizza gli istinti più bestiali e educa al razzismo». Il capogruppo leghista replica: «Noi difendiamo i cittadini»

Sul palco della Lega montato in piazza Duomo a Milano è il giornalista Mario Giordano a presentare gli ospiti che si alternano. Scalda la folla al grido re-mi-gra-zio-ne: «Non dobbiamo vergognarci di questa parola». Tra la folla anche la delegazione trentina: consiglieri comunali, provinciali e anche il governatore Maurizio Fugatti. Una giornata di orgoglio leghista, insomma, una mobilitazione generale su una parola d’ordine decisamente forte: remigrazione significa ritorno in massa di chi è immigrato. Anche se poi lo stesso Salvini sfuma: «Remigrazione per noi significa che se arrivi ti diamo educazione, sanità gratuita… tutti sono i benvenuti; se però commetti degli errori, si fa come per la patente a punti, facciamo anche il permesso di soggiorno a punti. Dopo alcuni errori torni a casa, non ti abbiamo dato fiducia all’infinito».

L’attacco di Ianeselli

La convocazione, tuttavia, era su quella parola carica fortemente connotata. Che vale più di espulsione, più di rimpatrio, più di respingimento alla frontiera. Il sindaco di Trento le dà il significato di «deportazione» e pubblica un post su Facebook: «La Lega scende in piazza a Milano. Probabilmente manifesta contro sé stessa, visto che è al governo nazionale dal 2022. Se la prende con l’Europa, che è un bersaglio facile, lontano e sempre utile quando si vuole trovare un capro espiatorio. E poi la Destra invoca la remigrazione, che alla lettera è la “deportazione di persone immigrate di prima o seconda generazione nel Paese definito come etnicamente nativo”. Dunque — osserva — qui non si parla dell’opportuno rimpatrio degli stranieri che delinquono, su cui sono d’accordo, ma si evocano operazioni indiscriminate american style, già viste e riviste in Tv, con i rastrellamenti per strada, con i bambini arrestati fuori dall’asilo e rinchiusi in gabbia, con l’esecuzione a sangue freddo di chi tenta di opporsi. Io penso — continua Ianeselli — che neppure la Destra creda davvero all’utilità di un’operazione che rispedisca a casa tutti gli immigrati: allora chi resterebbe a riempire di notte gli scaffali degli ipermercati, a raccogliere i pomodori, a fare i turni nelle fornaci o in fonderia, a salire sui ponteggi, a mungere le mucche? Eppure, per provare a compattare l’elettorato, la Destra aizza gli istinti più bestiali, alimenta il rancore sociale, educa al razzismo. Non riuscendo a risolvere i problemi, alza cortine di fumo mefitico e scherza cinicamente con il fuoco. Non restiamo a guardare — conclude — non permettiamo che l’incendio del diritto e dell’umanità divampi e bruci anche la nostra democrazia».

La replica del leghista Bisesti

«Il sindaco di Trento, come tante anime belle e pie della sinistra, attacca chi chiede regole. Noi invece difendiamo i cittadini. La differenza è tutta qui». È il capogruppo leghista in Consiglio provinciale Mirko Bisesti che replica a Ianeselli, sempre su Facebook, questa volta con un video da Milano, dove a breve inizierà la manifestazione: «Il sindaco usa parole grosse, descrive scenari assurdi, fa accuse facili: volete arrestare i bambini! Ci hanno fatto anche queste accuse, oggi. Le ha scritte il sindaco. Ma la verità è molto più semplice di questa, e al contempo anche molto più scomoda: chi è in piazza oggi chiede ancora più rigore, meno ingressi irregolari, più controlli, più rimpatri, più espulsioni per chi delinque». Qui Bisesti vuole cogliere nelle parole del sindaco una contraddizione: «Dal sindaco di Trento arriva la solita frase: chi raccoglierà i nostri pomodori, chi mungerà le nostre mucche? Ecco il punto — dice Bisesti — riducono le persone a forza lavoro. Questa non è umanità: ma se ti serve lavoro lo paghi bene, lo regolarizzi e lo rendi dignitoso. Non usi l’immigrazione per tenere bassi i salari e i diritti, o per coprire il problema della denatalità. Questa non è inclusione — afferma convinto — questo è sfruttamento»

Ianeselli contrattacca

«Forse si vergogna anche lui della manifestazione a cui ha dovuto partecipare — replica il sindaco Ianeselli al video di Bisesti — e prova a sostenere che gli stranieri vanno deportati per fare il loro bene. Tipo i carri armati sovietici in Ungheria contro gli operai ma nell’interesse del proletariato», osserva con un parallelismo storico. E aggiunge: «Se uno vede una qualunque scuola della città capisce che la società plurale esiste, è irreversibile e dobbiamo invece trovare le forme giuste per produrre coesione. E se gli stranieri fanno lavori sottopagati si tratta di riconoscere i giusti diritti: la soluzione non è quella di deportarli».