Politica
sabato 18 Aprile, 2026
A Milano il corteo «Remigrazione» promosso dalla destra, Ianeselli: «Scendono in piazza contro sè stessi ed educano al razzismo»
di Redazione
Il primo cittadino di Trento: «Non riuscendo a risolvere i problemi, se la prendono con l'Europa quando governano dal 2022. Penso neppure loro credano all'utilità di questa operazione»
In un post sui suoi profili social, il sindaco di Trento Franco Ianeselli ha criticato duramente la manifestazione di oggi a Milano a favore della Remigrazione, un corteo promosso da diversi schieramenti del centrodestra fra cui in primis la Lega, con il Ministro e segretario Salvini che ha parlato di «una giornata di pace».
«Oggi la Destra scende in piazza a Milano – scrive Ianeselli – Probabilmente manifesta contro sé stessa, visto che è al governo nazionale dal 2022. Se la prende con l’Europa, che è un bersaglio facile, lontano e sempre utile quando si vuole trovare un capro espiatorio. E poi la Destra invoca la remigrazione, che alla lettera è la “deportazione, di persone immigrate di prima o seconda generazione nel paese definito come etnicamente nativo”. Dunque qui non si parla dell’opportuno rimpatrio degli stranieri che delinquono (su cui sono d’accordo), ma si evocano operazioni indiscriminate american style, già viste e riviste in Tv, con i rastrellamenti per strada, con i bambini arrestati fuori dall’asilo e rinchiusi in gabbia, con l’esecuzione a sangue freddo di chi tenta di opporsi (come René Nicole Good e Alex Pretti)».
Il primo cittadino aggiunge che non pensa la Destra creda davvero all’utilità di rimandare nei paesi di origine tutti gli immigrati: «Chi resterebbe poi a riempire di notte gli scaffali degli ipermercati, a raccogliere i pomodori, a fare i turni nelle fornaci o in fonderia, a salire sui ponteggi, a mungere le mucche? Eppure, per provare a compattare l’elettorato, la Destra aizza gli istinti più bestiali, alimenta il rancore sociale, educa al razzismo. Non riuscendo a risolvere i problemi, alza cortine di fumo mefitico e scherza cinicamente con il fuoco». Quindi l’appello: «Non restiamo a guardare, non permettiamo che l’incendio del diritto e dell’umanità divampi e bruci anche la nostra democrazia».
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