Trento

venerdì 12 Giugno, 2026

La festa d’addio della Bookique: «A chi verrà chiediamo di raccogliere la nostra eredità»

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Sipario per il locale che per 15 anni è stato il punto di riferimento per gli universitari. Serena Tomasi: «Si chiude un pezzo di cuore»

Concerti, eventi, spettacoli. Poi tanta cultura, un luogo in cui poter fare nuove conoscenze e stringere nuove amicizie, il tutto sorseggiando una birra gelata, in un quadrato urbano che quasi non sembra far parte del resto della città. Con il verde del parco della Predara, La Bookique per ben 15 anni è stato un punto di ritrovo per universitari provenienti da altre città ma anche per i residenti del quartiere di San Martino e di tutto il centro storico, che trovavano in questo locale un autentico punto di accoglienza e di ritrovo.

Ieri è iniziata la festa d’addio, che durerà fino a domani. Una storia che va avanti dal lontano 2011, prima con Marco Rosi – conosciuto dai cittadini con lo pseudonimo di Dj Strabauz – poi con Serena Tomasi, attuale proprietaria del caffè letterario più amato di Trento, situato dietro al Castello del Buonconsiglio in via Torre d’Augusto. La stessa Tomasi racconta la scelta che l’ha portato a dire addio alla Bookique.

«Credo sia arrivato il momento per un cambiamento, sia per la città sia mio personale. Questo locale chiude in un momento ancora di bellezza, anche se quest’anno sarebbe scaduto il bando e c’era uno scoglio comunque grande da affrontare. Sono cambiate talmente tante cose che preferisco che questo posto mantenga la magia della Bookique e che non venga affidata a una persona ancora stanca come lo sono io ora. Preferisco che goda di una vita splendida e sia attivo come sempre — dice — Ciò che non dimenticherò mai però è un aneddoto a cui sono molto legata. Quando sono arrivata la prima volta avevo chiesto allo stesso Marco Rosi se avesse bisogno di una barista e lui è stato davvero carino, perché mi ha risposto che in realtà gli serviva una socia. Ed io mi son detta “va bene, proviamoci”, ma dopo due settimane che ero in prova lui mi disse che ero la persona giusta perché non avevo rotto neanche un bicchiere».

Cosa ne sarà ora della Bookique? Per ora, non è dato sapere, e nemmeno la stessa proprietaria del locale sembra saperlo. Al contrario, del suo futuro Serena sembra convinta: «Io so solo che lascio la Bookique e spero che chi arrivi amerà questo posto come l’abbiamo amato noi. Ecco, vorrei che venga raccolta la nostra eredità». Anche la dipendente Maria Vittoria Natali, seppur impiegata da un solo anno, lascia la Bookique con dispiacere ma con la gioia di chi ha amato questo locale: «Quando sono tornata a Trento dopo tanti anni venire a lavorare qui per me è stato davvero “casa”. Ho trovato delle colleghe fantastiche, una capa che non si comporta minimamente da capa ed è stato un luogo in cui sapevo di trovare un appoggio anche emotivo. È un vero peccato, però ora pensiamo a questi tre giorni di festa».

Dice bene Maria Vittoria, perché da ieri fino a domani La Bookique ha in riservo un finale col botto, con tanti appuntamenti fissati. Anche tra i clienti si percepisce una certa tristezza, come si può evincere dalle parole di Maria Stella Crepaz, mamma della piccola Emma: «Si chiude davvero un pezzo di cuore, perché in questo posto ho conosciuto mio marito e tanti amici, ho vissuto tante serate indimenticabili e vorrei stare qui per tutti e tre i giorni ma purtroppo qualcuno deve pur badare a questa piccolina. È proprio un pezzo di Trento che se ne va e spero che chi verrà dopo riaprirà con lo stesso spirito». Anche Francesco Lo Grutto, amico di Maria Stella, sembra essere piuttosto rammaricato per la notizia: «Questo locale è stato un vero punto fermo. Ho tanti ricordi a cui sono legato, come il poetry slam, perché se non sono uno scrittore sono sempre stato un grande fan di questa iniziativa. Ma poi la musica, gli eventi culturali, era davvero qualcosa di innovativo, è stato splendido, davvero».