Politica

lunedì 24 Agosto, 2026

Katia Rossato lascia la presidenza di Fratelli d’Italia a Trento: «Gestione accentrata, ruolo del Circolo svuotato»

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Dimissioni irrevocabili dopo mesi di riflessione. Rossato denuncia criticità organizzative e politiche e accusa i vertici provinciali e regionali di aver ridotto partecipazione e valorizzazione della base

Katia Rossato si è dimessa dalla carica di presidente del Circolo di Fratelli d’Italia di Trento. Una decisione, spiega, maturata dopo «mesi di riflessione» e legata non a un singolo episodio, ma a una serie di criticità organizzative e politiche che avrebbero progressivamente compromesso la possibilità di svolgere il mandato affidatole dagli iscritti con il congresso del gennaio 2025.

Nel comunicare le dimissioni, Rossato rivendica il lavoro svolto nel corso del suo mandato e, in particolare, l’impegno per rafforzare la presenza del partito sul territorio, nelle Circoscrizioni e tra gli iscritti. Secondo l’ex presidente, però, nel tempo sarebbe diventato sempre più difficile coinvolgere la base e costruire una partecipazione più ampia.

Tra gli elementi indicati nella sua lettera c’è anche la mancata disponibilità dell’elenco aggiornato degli iscritti, richiesto più volte all’attuale presidente provinciale. Per Rossato si tratta di uno strumento necessario per organizzare le attività del Circolo, coinvolgere i tesserati e programmare le iniziative.

La presidente uscente punta quindi il dito contro una gestione che definisce accentrata, sostenendo che a livello provinciale e regionale l’attenzione e le responsabilità siano state concentrate sulle stesse figure. «La partecipazione della militanza si è progressivamente ridotta e il coinvolgimento della base è diventato sempre più difficile», scrive.

Particolare rilievo viene dato anche al ruolo del presidente del Circolo, che Rossato considera progressivamente svuotato. «Ho constatato come tali prerogative siano state frequentemente, per non dire sempre, bypassate o esercitate da altri livelli del Partito», afferma, riferendosi alle funzioni politiche e organizzative attribuite dagli statuti agli organismi territoriali.

Nel mirino finisce anche il rapporto con il Gruppo consiliare comunale, rispetto al quale, secondo Rossato, il Circolo sarebbe stato spesso marginalizzato nelle valutazioni e negli indirizzi politici. A questo si sarebbero aggiunte difficoltà di collaborazione con il direttivo eletto al congresso del gennaio 2025.

Rossato cita inoltre quanto avvenuto dopo il Congresso provinciale del novembre 2025, quando si era candidata al Coordinamento provinciale risultando prima dei non eletti. Dopo le dimissioni di un componente, avvenute a giugno, non sarebbe stata presa in considerazione per la nuova designazione. Una scelta che, pur riconoscendo l’assenza di un obbligo statutario di subentro, definisce «un ulteriore elemento di riflessione».

Nel bilancio della sua esperienza ricorda anche la campagna elettorale amministrativa del 2025, durante la quale afferma di aver seguito personalmente gran parte delle attività organizzative e burocratiche e di aver promosso incontri nelle Circoscrizioni. Rivendica in particolare una «granitica imparzialità» nella gestione delle candidature e della campagna.

Le dimissioni riguardano esclusivamente la presidenza del Circolo. Rossato precisa infatti che continuerà a svolgere il proprio ruolo di consigliere di Circoscrizione. «Con la serenità di aver sempre agito secondo coscienza e nell’interesse del Partito», conclude, rassegnando le proprie «dimissioni irrevocabili».

La sua critica si concentra infine sulla necessità di una maggiore partecipazione, meritocrazia e valorizzazione delle competenze. «Una gestione fortemente accentrata», scrive Rossato, «non favorisce la crescita di una classe dirigente realmente radicata sul territorio».

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