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venerdì 26 Giugno, 2026

In Trentino tutti gli uffici postali chiuderanno il pomeriggio nel periodo estivo (anche nelle città). Federconsumatori: «I tagli fatti pagare ai cittadini»

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Secondo l'associazione negli ultimi dieci anni il numero dei dipendenti in Trentino sarebbe diminuito di circa il 30%, passando da circa 1.200 a poco più di 800

Dal primo luglio a tutto agosto le poste, in Trentino, saranno chiuse al pomeriggio, dopo le 13.30, incluse le città maggiori, come Trento e Rovereto. La notizia sta circolando da qualche ora e ha già portato a reazioni dure dal parte del mondo economico e sindacale. A prendere posizione anche Federconsumatori.

Secondo l’associazione dei consumatori, si tratta di una situazione che si ripete ormai ogni anno e che provoca inevitabili disagi a migliaia di cittadini, penalizzando in particolare chi può recarsi agli sportelli soltanto dopo il lavoro, gli anziani, le persone con difficoltà negli spostamenti e i residenti nei piccoli comuni, dove l’ufficio postale rappresenta spesso uno degli ultimi presìdi di servizio pubblico.

«Il problema è la carenza cronica di personale»

Per Federconsumatori il nodo della questione è la progressiva riduzione degli organici di Poste Italiane.

Secondo i dati richiamati dall’associazione, negli ultimi dieci anni il numero dei dipendenti in Trentino sarebbe diminuito di circa il 30%, passando da circa 1.200 a poco più di 800 lavoratori. Una situazione che rende sempre più difficile garantire un servizio adeguato, soprattutto durante il periodo estivo, quando è necessario assicurare il diritto alle ferie del personale.

«Il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a godere delle ferie estive è sacrosanto e non può diventare il motivo per comprimere un servizio pubblico essenziale», sottolinea Federconsumatori. «Spetta all’azienda programmare gli organici, prevedere le necessarie sostituzioni e garantire la continuità del servizio senza scaricare le conseguenze sui cittadini».

«Una rete sempre più ridotta»

L’associazione evidenzia come in Trentino siano presenti circa 190 uffici postali, molti dei quali già oggi osservano aperture limitate o soltanto in alcuni giorni della settimana, mentre altre sedi risultano ancora chiuse.

Ogni ufficio serve mediamente quasi 3.000 cittadini, in una provincia caratterizzata da una forte dispersione territoriale e da una popolazione anziana particolarmente numerosa: oltre 134.000 residenti hanno infatti più di 65 anni, circa un quarto della popolazione.

«Ridurre ulteriormente il servizio significa aumentare code, tempi di attesa e difficoltà di accesso, aggravando il divario tra i centri maggiori e le aree periferiche», osserva Federconsumatori.

«Non è più una misura temporanea»

Secondo l’associazione, il fatto che la riduzione degli orari si ripeta puntualmente ogni estate dimostra che non si tratta più di una misura straordinaria, ma di una scelta organizzativa consolidata.

«Se la riduzione degli orari diventa una consuetudine, significa che non siamo più di fronte a un’emergenza temporanea, ma a una modalità di gestione che rischia di compromettere il principio stesso del servizio postale universale».

Federconsumatori sottolinea inoltre quella che definisce una contraddizione: mentre negli ultimi anni Poste Italiane ha ampliato la propria offerta nei settori finanziario, assicurativo, della telefonia, dell’energia e dei servizi digitali, il presidio umano sul territorio e la disponibilità degli sportelli continuano a ridursi.

La richiesta a Poste Italiane

L’associazione chiede quindi a Poste Italiane di chiarire quali misure intenda adottare per limitare i disagi durante il periodo estivo e quali investimenti siano previsti per rafforzare stabilmente gli organici.

«Non è accettabile che ogni anno, con l’arrivo dell’estate, il prezzo di una programmazione insufficiente venga pagato dagli utenti. Un servizio universale deve garantire continuità, accessibilità e qualità per dodici mesi all’anno».

Federconsumatori conclude annunciando che continuerà a monitorare la situazione e invita i cittadini a segnalare eventuali disservizi affinché possano essere portati all’attenzione dell’azienda e delle istituzioni competenti.