Economia

martedì 23 Giugno, 2026

Case Itea, la denuncia dei sindacati: «Nel 2025 gli inquilini hanno pagato 700 mila euro in più »

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Per i segretari di Cgil, Cisl e Uil lo squilibrio è dovuto al mancato adeguamento dell'Icef all'inflazione

Oltre 700 mila euro in più versati dagli inquilini delle case Itea nel 2025. È quanto emerge, secondo Cgil, Cisl e Uil del Trentino, dai dati contenuti nel bilancio della società pubblica che gestisce l’edilizia abitativa provinciale.

I sindacati puntano il dito contro il meccanismo di calcolo dell’Icef, sostenendo che la mancata indicizzazione all’inflazione abbia determinato, per il terzo anno consecutivo, un aumento dei canoni di locazione.

Nel documento contabile di Itea si legge infatti che «le variazioni maggiori dovute all’incremento dei canoni da locazione alloggi per 764.452 euro» sono riconducibili «a un numero maggiore di posizioni di mercato e a un aumento dell’Icef medio che comportano un incremento dei canoni emessi».

Per i segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Manuela Faggioni, Michele Bezzi e Walter Largher, il dato evidenzia una criticità strutturale del sistema.

«Gli inquilini delle case Itea non sono diventati più ricchi – affermano i rappresentanti sindacali –. L’aumento dei canoni è l’effetto di un Icef che registra la crescita nominale dei redditi ma non tiene conto dell’inflazione che, negli ultimi anni, ha eroso il potere d’acquisto delle famiglie».

Secondo le organizzazioni sindacali, la conseguenza è che molti nuclei familiari si ritrovano a sostenere affitti più elevati pur non avendo visto migliorare la propria condizione economica reale.

Cgil, Cisl e Uil tornano quindi a chiedere una revisione dell’indicatore utilizzato per determinare l’accesso alle agevolazioni e il calcolo dei canoni.

«Da tre anni segnaliamo questa situazione – sostengono i sindacati – e finora è stata introdotta soltanto una revisione parziale che non è sufficiente a compensare l’aumento del costo della vita».

Le sigle sindacali evidenziano inoltre come molte famiglie residenti negli alloggi pubblici debbano fare i conti non solo con canoni più elevati, ma anche con l’incremento delle spese condominiali e dei costi energetici, soprattutto negli edifici più datati.

Da qui l’appello alla Provincia affinché, nell’ambito dell’assestamento di bilancio, vengano adottati interventi strutturali a sostegno delle famiglie in difficoltà.

«Sul fronte dell’edilizia pubblica – concludono i sindacati – non si registrano miglioramenti e la situazione continua a pesare sui nuclei con minori disponibilità economiche».