la decisione
sabato 4 Ottobre, 2025
In piazza per Gaza, Erickson paga ai dipendenti 4 ore di sciopero. Ianes: «Liberi di partecipare all’iniziativa»
di Patrizia Rapposelli
L'editore spiega i motivi della scelta: «Siamo da sempre vicini alla pedagogia e al sociale»
«Dipendenti in sciopero? Siamo stati comunque pagati, liberi di partecipare all’iniziativa». Dario Ianes, editore della casa editrice Erickson di Trento, ieri è sceso in piazza contro il blocco israeliano della Flotilla e per esprimere ancora una volta solidarietà alla popolazione di Gaza. E come lui tanti altri colleghi dell’azienda punto di riferimento per il contributo alla diffusione culturale dell’inclusione e l’educazione. La casa editrice di Trento ha, infatti, regalato ai suoi dipendenti quattro ore di libertà, durante la mattina, per partecipare alla manifestazione senza però avere ripercussioni sulla busta paga. In sostanza, il lavoratore che ha aderito allo sciopero ha comunque percepito la retribuzione nelle ore di astensione al lavoro.
«L’azienda ha accolto l’iniziativa, ma concretamente— racconta Ianes— Dando la possibilità a chiunque volesse di scioperare, per qualche tempo, senza preoccuparsi di vedere sul libretto paga ore non pagate». Un’idea accolta con piacere dal gruppo: «Siamo un centinaio di dipendenti — continua— Ieri al corteo ne ho visti sicuramente una decina, ma ce ne erano molti di più. Impossibile riconoscersi o incontrarsi in mezzo a quella folla. Siamo una casa editrice da sempre vicina alla pedagogia e al sociale».
Di fatti, il mondo cambia velocemente. E di fronte a questi cambiamenti e alle grandi sfide, la casa editrice Erickson ha sempre «cercato di aprirsi» a nuovi orizzonti. «Sviluppiamo conoscenze e competenze per favorire l’inclusione in ogni contesto. Ascoltiamo i bisogni di chi si confronta tutti i giorni negli ambiti dell’educazione, della didattica, del lavoro sociale, della psicologia e psicoterapia, della logopedia, della salute e del benessere», conclude l’editore.
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