Agricoltura

venerdì 26 Aprile, 2024

Il fuoco nei meleti che tenta di salvare il raccolto dalle gelate

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Seppi: «Sono notti insonni. Per tutti gli agricoltori la priorità è una sola: proteggere i meli e gli alberi di ciliegio nella fase più cruciale e critica del ciclo naturale»

I falò tra i meleti sono stati accesi anche quest’anno in Trentino. La pratica, utilizzata con ricorrenza, mira a contrastare le gelate «tardive» che mettono a rischio meleti e ciliegi in fiore, rischiando di comprometterne i raccolti delle prossime settimane. «Sono giorni e ore di grande preoccupazione per tutto il comparto agricolo. In questo contesto dobbiamo difendere i campi, sperando per il meglio. Ci vorrà almeno un mese per comprendere e valutare le conseguenze di quanto sta accadendo, nel frattempo possiamo solo continuare a monitorare il meteo e impegnarci giorno e notte per proteggere i nostri frutteti – ha detto Ernesto Seppi, presidente dell’Associazione dei produttori ortofrutticoli trentini e del Consorzio Melinda – Sono notti insonni. Per tutti gli agricoltori la priorità è una sola: proteggere i meli e gli alberi di ciliegio nella fase più cruciale e critica del ciclo naturale. Da poco sbocciate, le gemme a fiore sono particolarmente vulnerabili e le basse temperature ne minacciano la sopravvivenza mettendo a rischio la successiva crescita dei frutti. La risposta? Il lavoro, continuo e senza interruzioni: attorno ai ciliegi si tengono accesi i fuochi notturni per riscaldare, per quanto possibile, le piante. Nel frattempo l’irrigazione sovrachioma, dove presente, consente ai fiori dei meleti di essere protetti attraverso l’emissione di calore generata dal processo di formazione del ghiaccio. Una strategia efficace, l’unica possibile per una coltura così estesa».