Festival dello Sport
domenica 13 Ottobre, 2024
Il “funambolo” Jaan Roose a 30 metri d’altezza sopra piazza Duomo
di Redazione
L’emozione del pubblico per l’esibizione acrobatica del campione di slackline
Grande entusiasmo questo pomeriggio in piazza Duomo – almeno un migliaio di persone presenti, tutte con il naso all’insù e i cellulari puntati verso l’alto – per l’esibizione acrobatica del campione del mondo di slackline Jaan Roose. Il “funambolo” estone, protagonista di numerose imprese da brivido come l’attraversamento dello Stretto di Messina nel luglio scorso, ha attraversato Piazza Duomo, da ovest (Scrigno del Duomo) verso est (Torre civica), a 30 metri di altezza lungo il cavo di 135 metri fissato tra due gru.

Per l’atleta, tre volte campione mondiale della disciplina e detentore di diversi record, è apparsa comunque una prova impegnativa, come hanno fatto pensare i momenti di maggiore emozione per il pubblico. In particolare nel passaggio nel punto centrale, di maggiore oscillazione del cavo, sopra la fontana del Nettuno: qui Roose si è fermato, esibendosi anche in una verticale, prima sopra la fune e poi sotto, rimanendo agganciato solo con i piedi.
Per tutti è stata un’immagine davvero unica: una figura sospesa nel cielo in mezzo alla “skyline” – il campanile, il profilo del duomo, le merlature del Palazzo diocesano e la Torre – di una delle piazze più belle d’Italia, animata come non mai in questi giorni di Festival dello Sport.
Una prova – salutata dall’applauso finale del pubblico alla conclusione dietro la Torre civica – che Jaan Roose ha affrontato a piedi nudi opportunamente assicurato con l’imbragatura da arrampicata affidandosi alla fettuccia di poliestere larga 25 millimetri e spessa 3, capace di sopportare 400 chili di tensione.
Foto Emanuele Zanlucchi
L'intervista
Flora Tabanelli, dalle piste ai banchi: «La Maturità è più dura delle gare. Ma punto al massimo nello studio e nello sci»
di Elisa Salvi
La campionessa olimpica del freestyle, fresca di bronzo ai Giochi di Milano Cortina e studentessa dello Ski College di Pozza di Fassa, racconta la sfida della doppia carriera: «Lo sport mi ha insegnato tanto, ma la scuola mi ha fatto venire voglia di continuare all'università»