In tribunale
sabato 15 Agosto, 2026
Era l’uomo del ghiaccio della pista di Pinè, con i lavoro di rifacimento l’hanno lasciato a casa: condanna per l’Ice Rink
di Ubaldo Cordellini
L'operai specializzato aveva lavorato per tre anni con contratti a termine. Poi era stato messo alla porta
Ha lavorato per per tre anni alla manutenzione del ghiaccio all’Ice Rink di Baselga di Pinè, ma i primi sei mesi senza nemmeno essere pagato e poi con continui contratti a termine dal marzo 2022 fino al 29 febbraio 2024. Alla fine è stato lasciato a casa quando stavano per iniziare i lavori alla nuova piastra del ghiaccio. Messo alla porta senza nemmeno uno straccio di prospettiva o di promessa per il futuro.
Così l’operaio specializzato ha deciso di fare causa tramite l’avvocato Lorenzo Eccher alla Ice Rink srl, che gestiva e gestisce ancora l’impianto di Pinè per chiedere il riconoscimento della liquidazione, con otto mensilità di indennità risarcitorio, e 4 mesi di retribuzione per un lungo periodo, dal dicembre 2021 al marzo 2022 in cui aveva lavorato senza essere mai pagato. Il giudice del lavoro Giorgio Flaim ha accolto sostanzialmente le richieste dell’avvocato del lavoratore e ha condannato la Ice Rink srl a pagare 22 mila euro più spese legali per 3650 euro e gli interessi al proprio dipendente. Il giudice ha riconosciuto che di fatto il lavoratore, pur se legato da una serie di contratti a termine, era di fatto sempre al lavoro all’Ice rink, anche nel primo periodo senza contratto. Il giudice ha osservato che, almeno in una occasione, tra un contratto e l’altro c’era un lasso di tempo molto stretto, talmente stretto da far ritenere che l’uomo avesse u n rapporto di lavoro continuativo e certamente non stagionale.
Per questo è stata accolta la sua richiesta di assunzione a tempo indeterminato come operaio qualificato nella manutenzione del ghiaccio della piastra. Elemento che ha fatto scattare anche l’indennità risarcitoria di 8 mensilità. Contemporaneamente ha condannato la Ice rink srl a pagare all’ex dipendente altri 5.300 euro per il periodo iniziale di lavoro per cui non aveva percepito neanche un euro. Una situazione che la società avrebbe potuto evitare anche di recente andando incontro alle richieste del lavoratore che era pronto a trattare, ma ha preferito alzare un muro. Ora quindi dovrà pagare il conto con gli interessi.
Sullo sfondo della vicenda c’è il mancato arrivo sull’altopiano delle Olimpiadi che avrebbero dpovuto essere ospitate da un grande impianto da oltre 100 milioni di euro. Un sogno forse troppo grosso che si è sgonfiato lasciando al suo posto un sogno più piccolo, ovvero quello di costruire a Pinè un centro per gli allenamenti della nazionale di pattinaggio su ghiaccio velocità. La Provincia aveva stanziato 28 milioni di euro, soldi che sono serviti per la nuova piastra scoperta per la velocità, ma ancora mancano gli spogliatoi e tutti i servizi. Così la nazionale in questi anni si è allenata a Collalbo o in Austria e il centro di Baselga viene aperto in maniera discontinua. Ora arriva questa condanna nei confronti della società di gestione, controllata dal Comune di Baselga che ha più del 50% delle quote, che dovrà mettere mano al portafoglio in una situazione ancora piuttosto bloccata.
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