Montagna

sabato 15 Agosto, 2026

L’ultimo giorno del Fraccaroli. Il 16 agosto il rifugio chiude e arrivano i falegnami ad alta quota. Ma il nuovo design non convince i puristi

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Il rifugio del Carega riaprirà nel 2028. Aperto nel 1952 domina le Piccole Dolomiti

Il Fraccaroli si prepara a cambiare volto. Dalla prossima settimana inizieranno infatti i lavori di ristrutturazione dello storico rifugio del Cai Verona, posto a quota 2.239 metri, poco sotto Cima Carega, il punto più alto del territorio comunale di Ala e dell’intero massiccio delle Piccole Dolomiti. Per il rifugio, dopo oltre settant’anni di attività, si apre così una nuova fase: il cantiere proseguirà fino all’autunno del 2027 con una riapertura prevista nel 2028. L’ultimo giorno di apertura sarà domani, domenica 16 agosto, quando il “Fracca” accoglierà per l’ultima volta gli escursionisti, ma solamente per il servizio pranzo. Poi la struttura chiuderà i battenti per lasciare spazio ai lavori affidati ai «Falegnami ad Alta Quota», ovvero la «Legno House» di Caldonazzo. Gli interventi prevedono un ampliamento, seppur contenuto, del rifugio, il rifacimento del tetto e del sistema idraulico. Nella prima fase, tra estate e autunno, le opere riguarderanno soprattutto l’esterno, mentre nel corso del 2027 il cantiere si sposterà all’interno. Il progetto punta dunque a rendere il rifugio più funzionale ed efficiente senza snaturarne l’identità. È lo stesso Cai Cesare Battisti Verona, proprietario della struttura, a sottolineare sulle sue pagine social come il Fraccaroli ne uscirà «solo leggermente più ampio, ma soprattutto più funzionale ed eco-sostenibile», mantenendo però «il suo inconfondibile stile rustico e spartano». A dire il vero, però, alla presentazione del rendering, non sono mancate delle critiche da parte dei frequentatori più affezionati.

Ma l’intenzione dei progettisti è quella di guardare al futuro, assicurano,  senza cancellare la storia del rifugio. Il Fraccaroli è stato realizzato nel 1952 e inaugurato l’anno successivo dal gruppo alpinistico del Cai di Verona. Da allora è diventato un punto di riferimento per generazioni di alpinisti, escursionisti e frequentatori delle Piccole Dolomiti. Una storia che il sindaco di Ala, Stefano Gatti, ha voluto ricordare nel messaggio di saluto alla struttura e ai suoi gestori. «Siamo sul punto più alto del territorio del Comune di Ala: il massiccio delle Piccole Dolomiti, Cima Carega, a 2.259 metri sul livello del mare. Poco più in basso, a quota 2.239 metri, si erge un vero baluardo di sicurezza, ospitalità, calore e simpatia: in una parola, il rifugio Fraccaroli», scrive Gatti. «Per oltre settant’anni ha svolto con dedizione il proprio compito, rappresentando un punto di riferimento e una garanzia di aiuto e accoglienza in questo straordinario mare di cime». Il primo cittadino guarda già alla prossima estate.

«Non mancherò di fare visita al Fraccaroli per cominciare ad assaporare la nuova ospitalità che, ne sono certo, verrà elargita a piena mani dai ragazzi del rifugio, Miriam e Andrea». Intanto per chi ha gestito il Fraccaroli in questi anni, la chiusura rappresenta un momento carico di emozioni. In un messaggio affidato ai social, i gestori raccontano di essere «un po’ agitati, un po’ tristi e un po’ felici», quel «solito mix di emozioni quando qualcosa finisce e qualcos’altro sta per cominciare». E aggiungono: «Siete passati talmente in tanti, e in così poco tempo, che non ci siamo nemmeno resi conto di quanto velocemente sia arrivato questo momento. Un battito di ciglia e siamo già qui». L’invito, dunque, è quello di salire ancora una volta al rifugio domani, prima della chiusura. «Quindi si, domenica si chiude. Ma prima di farlo, passate a salutarci. Grazie, davvero, a tutti», scrivono i gestori, salutando il vecchio Fracca con un «ne vedem presto vecio». Anche il sindaco conclude il suo messaggio nello stesso spirito, con un arrivederci rivolto a quella struttura che per decenni ha rappresentato un presidio fondamentale in quota: «Non è un addio, ma un semplice e convinto: arrivederci al più presto, Rifugio Fraccaroli!».

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