Campi liberi
sabato 28 Febbraio, 2026
Il commercialista Michele Menghini e la visita alle scuole in Sierra Leone: «Un Paese poverissimo, ma con grande umanità»
di Marco Ranocchiari
Edus è una realtà trentina che garantisce la formazione a 900 alunni dello stato africano: «Enti come questo non hanno più il supporto di un tempo»
L’istruzione è tra gli strumenti più importanti di emancipazione sociale, e la solidarietà non fa bene solo a chi la riceve, anche alla comunità che la pratica. Di questi tempi, però, tendiamo a dimenticarlo, sbagliando. Non ha dubbi Michele Menghini, commercialista e membro attivo di Edus – educazione e sviluppo, realtà trentina parte della più vasta galassia della fondazione Avsi, attiva in 41 Paesi, che garantisce una formazione a oltre 900 alunni provenienti dalle regioni più povere della Sierra Leone. L’associazione raccoglie, con altre organizzazioni, l’eredità di Giuseppe Berton, il missionario veneto che, attraverso la scuola, diede una seconda opportunità a una generazione di ex bambini...
Leggi in libertà
Campi Liberi
Sudan, l'agonia di una nazione e la crisi umanitaria. «La destituzione di al Bashir aveva alimentato la speranza democratica»
di Emanuele Paccher
Oltre 30 milioni di persone in attesa di aiuti, 12 milioni di sfollati e un Paese diviso dalle armi. Giulia Raffaelli, traduttrice e operatrice umanitaria, racconta il dramma sudanese attraverso le pagine di Marion Abonnenc
Campi liberi
L'infettivologo Massimiliano Lanzafame: «Sconfiggere l'Hiv entro il 2030? Stima utopistica, servono ancora informazione e formazione soprattutto tra i giovani»
di Emanuele Paccher
Il direttore dell’Unità Operativa di Infettivologia dell’Ospedale di Trento: «Questa malattia causa isolamento sociale, le diagnosi arrivano tardivamente»
Campi Liberi
Generazione Z alle urne: perché il centrosinistra non deve cantare vittoria. «Si attivano solo su temi chiari, ma non siano dati per scontati»
di Paolo Morando
Il ricercatore Nicola Maggini analizza il comportamento dei giovani anche post referendum: «La consultazione ha avuto una connotazione culturale, però l'astensione resta alta»