Val di Sole

martedì 7 Luglio, 2026

Vermiglio, i vigili del fuoco dopo l’incendio: «L’orologio del campanile si è fermato all’1.40. Ma le lancette ripartiranno»

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Sotto quel campanile c'è la vita di tutti noi: i battesimi, i matrimoni, i sacramenti e l'ultimo saluto a chi ci ha lasciato».

«L’orologio si è fermato all’1.40. Ma una cosa è certa: quell’orologio ripartirà». Così via social i vigili del fuoco volontari di Vermiglio dopo il pauroso incendio che, nella notte tra il 2 e il 3 luglio, ha colpito devastato abitazioni e la chiesa parrocchiale della frazione di Fraviano.

«A qualcuno sembreranno insignificanti, ma per noi sono fatti di storie, radici e ricordi – scrivono i pompieri -. Sotto quel campanile c’è la vita di tutti noi: i battesimi, i matrimoni, i sacramenti e l’ultimo saluto a chi ci ha lasciato». Parole che raccontano bene perché il danno alla chiesa di Santo Stefano non sia soltanto una ferita materiale, ma tocchi la memoria e l’identità dell’intera comunità. Conclusi gli interventi di smassamento e rimozione delle macerie, sono iniziati nella giornata di lunedì gli interventi di somma urgenza per mettere in sicurezza la chiesa di Santo Stefano. Gli interventi interesseranno innanzitutto la messa in sicurezza dell’abside, che sarà protetta con una struttura lignea provvisionale. Si procederà quindi con il consolidamento del timpano, attraverso l’installazione di una struttura di sostegno per scongiurare il rischio di possibili cedimenti.

Per quanto riguarda la parte centrale dell’edificio, alla prima fase di pulizia del materiale crollato e delle ceneri seguirà la realizzazione di una copertura impermeabile. L’obiettivo è impedire infiltrazioni d’acqua e preservare gli interni dell’edificio sacro, in attesa delle successive fasi di intervento. All’interno della chiesa rimangono custoditi quasi tutti i beni mobili e le opere. Per esigenze di tutela vengono trasferiti in queste ore in luogo sicuro alcuni elementi di particolare valore, tra cui la pala laterale, alcune parti dell’organo, paramenti e libri liturgici. Una volta conclusa la fase emergenziale, saranno a carico della parrocchia, con la consulenza di Arcidiocesi, gli interventi definitivi di restauro, consolidamento e ripristino della chiesa. La diocesi fa sapere che ai tre sfollati saranno garantite adeguate soluzioni abitative, attraverso il coordinamento tra le istituzioni. Il parroco ha messo a disposizione le canonica.