La storia
lunedì 26 Ottobre, 2026
Francesco e Davide Defant alla guida del Rifugio Bindesi: riapertura prevista entro febbraio 2027. «Porteremo in tavola la cucina della nonna»
di Redazione
Titolari di un’azienda agricola tra Val di Non e Valsugana, guideranno la struttura SAT sulle pendici della Marzola. «Vorremmo far sentire gli ospiti a casa, con i piatti della tradizione»
Il Rifugio SAT Bindesi “Pino Prati”, sulle pendici della Marzola, ha due nuovi gestori. Sono Francesco e Davide Defant, titolari di un’azienda agricola che si estende tra la Val di Non e la Valsugana, dove coltivano mele, pere e piccoli frutti. Il rifugio riaprirà con la nuova gestione entro febbraio 2027.
Per Francesco e Davide si apre una nuova esperienza che unisce due passioni: il lavoro della terra e la cucina, con l’obiettivo di proporre un’accoglienza familiare e una gastronomia legata alle tradizioni del territorio. Cresciuti in una famiglia di agricoltori, hanno imparato fin da bambini a conoscere la terra, i suoi ritmi e il lavoro necessario per prendersene cura. Un legame con il territorio che intendono mantenere anche nella gestione del rifugio.
Per la SAT – Società degli Alpinisti Tridentini, l’arrivo dei nuovi gestori segna l’inizio di una nuova fase per un rifugio che, da oltre sessant’anni, rappresenta un punto di riferimento per la città e per chi frequenta la montagna. “Il Bindesi è un luogo al quale sono legate generazioni di trentini. Per molti è stato il primo incontro con la montagna e con l’arrampicata, per altri continua a essere una meta abituale, da raggiungere anche insieme alla famiglia – sottolinea il presidente della SAT Cristian Ferrari –. Accogliamo con piacere Francesco e Davide Defant, che portano un progetto legato alla loro esperienza agricola e alle tradizioni della cucina trentina. Crediamo sia importante che un rifugio come questo continui a essere un luogo di incontro e di accoglienza, capace di conservare la propria identità e di rinnovarsi attraverso le persone che se ne prendono cura”.
La proposta dei nuovi gestori nasce proprio dall’esperienza maturata in famiglia e dalla volontà di ritrovare, anche nella cucina del rifugio, i sapori e le tradizioni con cui sono cresciuti. “Abbiamo deciso di intraprendere questa nuova avventura perché crediamo che la terra e la cucina siano profondamente legate – raccontano Francesco e Davide Defant –. Entrambe parlano di persone, tradizioni e sapori che meritano di essere custoditi e tramandati. Vorremmo che chi viene ai Bindesi ritrovasse il piacere di una cucina semplice, fatta di piatti della tradizione trentina e di un’ospitalità capace di far sentire le persone a casa”.
A ispirare la loro proposta gastronomica sono soprattutto i ricordi familiari e, in particolare, la cucina della nonna. Piatti semplici, preparati con ingredienti genuini, tempo e attenzione, che diventano il riferimento per la nuova gestione. Una cucina legata alla tradizione trentina, che punta sui sapori riconoscibili e sul piacere di ritrovarsi a tavola. “La cucina di nostra nonna è quella che ricordiamo con più affetto. Piatti semplici e genuini, preparati con pazienza, che bastavano a farci sentire a casa. È questa la sensazione che vorremmo trasmettere ai nostri ospiti. Per noi un piatto non deve soltanto essere buono, ma può anche raccontare una storia e far riaffiorare un ricordo”.
Il Rifugio Bindesi è un luogo legato alla storia dell’alpinismo trentino e alla memoria di generazioni di escursionisti. Affacciato sulla città di Trento, con un panorama che abbraccia il capoluogo e le montagne circostanti, per molti ha rappresentato il primo incontro con l’arrampicata. Le pareti della storica palestra di roccia, con vie come la “Mariota”, la “Onta” e la “Sdramele”, hanno visto muovere i primi passi a numerosi alpinisti. Ancora oggi i Bindesi sono una meta molto frequentata, anche dalle famiglie, per una passeggiata o un’escursione a breve distanza dalla città.
La costruzione del rifugio fu avviata nel 1956 dal Gruppo SAT Grotta di Villazzano, successivamente divenuto Sezione SAT Bindesi-Villazzano, e terminata nel 1962. La struttura venne dedicata a Pino Prati, alpinista trentino e autore della prima guida del Brenta, morto nel 1927 insieme a Giuseppe Bianchi sul Campanil Basso. Ampliato nel 1981, il rifugio è stato successivamente interessato da lavori di ammodernamento e abbattimento delle barriere architettoniche, conclusi con l’inaugurazione del 1992.
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