Il dibattito

domenica 25 Ottobre, 2026

Fugatti a Salvini: «La Lega riuscirà a crescere se torna a parlare del Nord». E attacca Meloni: «Si prende i nostri spazi»

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Il governatore trentino al congresso del Carroccio: «Non siamo solo di destra e si cresce con Zaia e Giorgetti»

Al congresso della Lega a Milano, il presidente della Provincia Maurizio Fugatti è seduto a fianco del suo collega governatore lombardo Attilio Fontana. Sul palco sfilano i segretari regionali e provinciali. Parla anche Diego Binelli, che loda Matteo Salvini, chiedendo a tutti di essergli riconoscenti. Ma quando è Fugatti a raggiungere il podio, niente smanceria: «A Salvini l’ho detto anche in privato: la Lega torna a crescere se si torna a parlare di nord. E che non siamo né di destra né di sinistra». Il suo intervento, a tratti molto applaudito, si è concluso con «viva la Lega e viva Umberto Bossi», una sintesi perfetta della sua posizione: non ci si divide, ma si deve tornare alle origini. Ieri il dibattito, per oggi è previsto il voto. E sembra scontata la riconferma di Salvini, che però dovrà tenere conto delle posizioni della minoranza.
L’osanna di Binelli
I leghisti trentini arrivano a Milano divisi. C’è chi sostiene la candidatura alla segreteria di Matteo Salvini — come Roberto Paccher, Cristina Santi, Mirko Bisesti, Roberto Failoni, Diego Binelli — e chi invece quella dello sfidante Massimo Garavaglia: Stefania Segnana, Giulia Zanotelli, Alessandro Savoi. Anche il segretario provinciale Diego Binelli sta con il Capitano, che elogia a più non posso: «Ricordo, senza timore di essere smentito, che nella terra che ho l’onore di rappresentare il centrodestra ha vinto nel 2018 tutti i collegi grazie al traino della Lega, e che poi ha vinto le elezioni provinciali, portando per la prima volta il centrodestra a vincere in Trentino. E anche qui è stata la Lega a fare da traino. Cito questi grandi trionfi — afferma dal palco congressuale — per dire che tutto questo è avvenuto grazie alla guida di Matteo Salvini, e senza il suo appoggio non avremmo vinto anche successivamente, con la riconferma al governo provinciale». E prosegue: «Spesso ci si dimentica del passato: la riconoscenza non andrebbe però dimenticata. E a Salvini dobbiamo dire tutti un solo grande grazie».
Fugatti chiede di cambiare
Il governatore trentino ha aspettato il congresso leghista per esprimere la sua posizione. E lo fa in modo diretto, criticando apertamente la linea di Matteo Salvini: «Bossi diceva che la Lega non è né di destra né di sinistra, eventualmente la Lega sta sopra. Il tema del nostro posizionamento politico c’è — ammette — e di questo ne ho parlato con Salvini sia privatamente che negli incontri che abbiamo avuto con i governatori». Che non significa rinunciare alle battaglie storiche: «Sicurezza, immigrazione. Dobbiamo continuare a dire la nostra. Ma c’è Vannacci che può sempre dirla più grossa di noi». Insomma, per Fugatti questa gara è da evitare. E attenzione anche sugli altri temi, a questo proposito attacca direttamente e politicamente la premier: «Facciamo attenzione anche a quelli di Fratelli d’Italia: quando Meloni deve intestarsi qualcosa, non pensa agli alleati. Quando Giorgetti ottiene risultati sul fronte economico, arriva prima lei a intestarsi i i risultati. E fa lo stesso quando i risultati li ottiene Salvini». La soluzione? «Meloni cerca sempre di prendersi i nostri spazi, ma ci sono temi che sono solo nostri: l’autonomia, il federalismo, i territori». Territori dove «ci sono praterie di voti da conquistare se la Lega torna a fare la Lega». E tra gli applausi: «Sono tanti quelli che votano Fratelli d’Italia ma voterebbero per noi se tornassimo a occuparci del nord. Qui c’è o spazio per tornare a rimbalzare nei sondaggi e nel voto». E ripete: «Anche questo l’ho già detto a Salvini».
Terzo mandato? Ormai…
Fugatti, nel suo intervento, tocca anche il tema del terzo mandato, che è contenuto in una delle mozioni congressuali: «Non ne parlo perché possa interessare a me, ma qui si parla dell’impegno della Lega sui territori. Sindaci, assessori, consiglieri che hanno lavorato per anni e che a un certo punto gli si dice arrivederci e grazie. Poi sappiamo che se non hai il candidato della Lega di voti ne arrivano meno». Quindi in linea di principio, sì al terzo mandato. Ma prevale lo scetticismo: «Non ho grande fiducia che possa essere approvato a livello nazionale. Roma ci ha impugnato la legge che lo prevedeva. Come potremmo essere fiduciosi?».
Coinvolgere Zaia e Giorgetti
Le conclusioni del governatore sono tutte per l’unità della Lega: «Chiunque vinca questo congresso, il segretario che sarà eletto si metta al fianco Luca Zaia e Giancarlo Giorgetti. Solo così potremo crescere».
Santi e Savoi sul palco
Dei trentini, oltre a Binelli e Fugatti, a Milano hanno preso la parola anche l’ex consigliere provinciale Alessandro Savoi e l’ex sindaca di Riva del Garda Cristina Santi. «Ho sostenuto la candidatura di Garavaglia perché la Lega è un partito democratico, dove ci si può confrontate», ha affermato Savoi. E ne merito delle tesi congressuali: «Non possiamo dimenticarci del nord, dove per 25 anni abbiamo preso i voti. Poi ci siamo allargati, bene, ma non siamo di destra. Noi siamo la Lega, alleata alla destra. Tutt’altra cosa». E su Vannacci: «Come possiamo allearci con lui? Ci ha tradito», conclude Savoi. Santi è invece pro-Salvini: «Mi ha difeso, assieme a tutta la Lega, quando sono finita nel tritacarne di un’inchiesta giudiziaria. La Lega è la mia famiglia, e deve restare unita».

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