Vallagarina

domenica 26 Aprile, 2026

Crisi delle vocazioni, le parrocchie di Rovereto e dintorni si uniscono: ecco la mappa

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Tante realtà lavorano già insieme, il pressing della diocesi

Vicine, sia geograficamente sia a livello di attività organizzate e svolte sempre più in condivisione, ma ancora separate dal punto di vista economico e giuridico. Sono le parrocchie, cuore della vita cristiana delle comunità e spesso, nonostante la crisi delle vocazioni, anche della vita di molti quartieri. Dal punto di vista formale, enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, con tanto di Consiglio per gli affari economici. Risale ancora all’ottobre del 2024 il documento elaborato dall’apposita commissione diocesana per il futuro delle parrocchie, che chiariva: «La riorganizzazione degli enti parrocchia ha senso se diventa anche un’occasione per una rivitalizzazione della presenza della Chiesa sul nostro territorio». Quel documento è stato studiato, pensato e rielaborato anche dal Consiglio pastorale di zona di Rovereto e della Vallagarina, che alla fine è arrivato alla sua proposta: una mappa con le possibili unificazioni e le parrocchie che vengono invece invitate a riflettere sul proprio futuro per capire quali collaborazioni attuare e se dare inizio a un percorso di fusione. Percorso, quest’ultimo, tutt’altro che semplice e che prevede, tra i vari adempimenti burocratici, un decreto vescovile, la comunicazione alla Soprintendenza per i beni e le attività culturali della Provincia, la presentazione di un’apposita istanza al commissariato del Governo di Trento, una comunicazione all’Agenzia delle entrate e persino l’emissione di un decreto ministeriale.

Le unificazioni in città
Venendo alla mappa elaborata dal Consiglio pastorale di zona e già consegnata ai componenti dei vari consigli pastorali e dei comitati, la proposta parte da quanto già oggi avviene nella quotidianità delle parrocchie. Viene così proposto alla Vallarsa, che già aveva visto l’unificazione di sette parrocchie, di ultimare il processo unendo anche le ultime due per arrivare a un unico ente per tutta la valle. Allo stesso modo, in città si propongono tre fusioni: Lizzanella con Santa Maria (già unite dalla presenza di un unico parroco, don Francesco Viganò); San Marco, Sacra Famiglia e San Giuseppe (oggi guidate da don Marco Saiani); e infine Borgo Sacco con San Giorgio, che dopo l’addio dei frati francescani sono oggi in mano a don Andrea Malfatti. Un discorso a parte viene fatto invece per Santa Caterina, ancora caratterizzata dalla presenza dei frati cappuccini. Di possibile unificazione si parla anche per Vanza e Trambileno, per le parrocchie di Ala, per quelle di Avio, per quella di Villa Lagarina con le parrocchie vicine, e infine di Pomarolo con Nomi.

Una Chiesa al passo coi tempi
«A essere interrogata –si legge nella lettera inviata – non è solo l’organizzazione di per sé, ma il modo di concepire la struttura; ci domandiamo, cioè, se la forma finora conosciuta sia anch’essa chiamata a cambiare, per allinearsi coi tempi e con le persone, cioè con la fede. Crediamo che mantenere il modello attuale di parrocchia significhi rischiare di non essere più una presenza in grado di trasmettere la gioia del Vangelo alle donne e agli uomini di oggi». Insomma, scrivono i componenti del Consiglio di zona, «non possiamo fare da soli, né possiamo permetterci di essere autoreferenziali: la parrocchia del futuro è tale solo se è missionaria, cioè aperta all’incontro con le persone e con le diverse realtà, e questo indipendentemente dalle dimensioni di ciascuna comunità-parrocchia o dalle forze di cui ciascuna di esse dispone».

Risposte entro fine maggio
Il documento è ora in mano ai Consigli pastorali e ai comitati delle varie parrocchie che dovranno a loro volta fare una riflessione sulle proprie comunità, prendere delle decisioni in merito alle possibili collaborazioni o unificazioni e infine esprimere un parere finale al Consiglio di zona. Raccolti tutti i pareri sulle varie aree di Rovereto e della Vallagarina, entro il 31 maggio il Consiglio invierà alla diocesi una sintesi di quanto deciso. «Siamo chiamate e chiamati, oggi, a riscoprire i germogli di vita evangelica presenti nelle comunità in cui viviamo – conclude il documento –, per fare sì che diventino un mattoncino, assieme ai germogli delle comunità vicine, in grado di costruire fra noi ponti».