Politica
giovedì 5 Marzo, 2026
Conflitto in Iran, il sindaco Ianeselli: «Sulla guerra il governo sia chiaro prima che la furia epica ci travolga»
di Redazione
Il primo cittadino: «Le guerre preventive rischiano di incendiare il mondo»
«Ho sempre trovato sconvolgente la crudeltà del regime iraniano, che in questi anni ha ammazzato migliaia di persone infierendo sulle donne, sui giovani, sulla povera gente affamata dal carovita. Dal 2022 ho sul poggiolo la bandiera con lo slogan “Donna vita libertà” e sento spesso gli iraniani che risiedono in regione, di cui sostengo senza esitazione le aspirazioni democratiche». Il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, interviene sul conflitto in Iran, con un lungo post pubblicato su Facebook.
La speranza di Ianeselli è che «la fine di Ali Khamenei possa rappresentare un momento chiave per il popolo iraniano, che ha ogni diritto e ragione a salutare con favore qualsiasi avanzamento nelle proprie legittime rivendicazioni».
«Accanto a questo – prosegue il primo cittadino _ dobbiamo dirci che qualcosa non torna in questo conflitto al buio scatenato da Trump, il presidente che a suo tempo ha evitato per cinque volte di partire per il Vietnam, ma oggi sembra voler trascinare in guerra il mondo intero. Si allunga infatti la lista dei Paesi coinvolti: oltre all’Iran, Israele, Libano, Kuwait, Qatar, Bahrein, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Azerbaijan, Cipro. Droni sono stati intercettati anche nei cieli della Giordania e dell’Iraq, un missile è stato neutralizzato sopra la Turchia, mentre nel mare al largo della Sicilia, è stata affondata una nave metaniera russa. Le guerre preventive rischiano di incendiare il mondo” ammonisce il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede. E un politologo avveduto come Sergio Fabbrini ci mette in guardia utilizzando parole molte nette: la politica estera “imprevedibile e incompetente” di Trump (e del suo sodale Netanyahu) ci sta portando verso il caos. Di più: l’America si sta comportando da “Stato canaglia”. Si chiede Fabbrini: “Si può essere amici di chi agisce in questo modo?”».
Una domanda che, per il primo cittadino, andrebbe rivolta all’esecutivo Meloni: «A questa domanda deve rispondere il Governo italiano, che sulle avventure belliche di Trump non ha ancora pronunciato una parola chiara. Deve rispondere l’Europa e dobbiamo farlo anche tutti noi prima che questa “furia epica” scatenata da Israele e Stati Uniti finisca per travolgerci»
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