Il caso

mercoledì 27 Maggio, 2026

Chat antisemite, il Pd: «Un rigurgito ideologico di odio razziale e nostalgia del fascismo, Gerosa prenda le distanze»

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Le reazioni degli esponenti dem trentini: «Quadro inquietante»

Prendono parola, sul caso delle chat antisemite dei dirigenti di Trento di Fratelli d’Italia sollevato dal quotidiano il Domani, gli esponenti trentini del Pd.

In una nota firmata dal segretario Alessandro Dalrì, dalla deputata Sara Ferrari e dal capogruppo Alessio Manica, i dem parlano di un quadro definito inquietante e inaccettabile: «Non si tratta di goliardia, né di episodi isolati o derubricabili a “scivoloni” giovanili – si legge – Siamo di fronte a un sistematico rigurgito ideologico intriso di odio razziale, antisemitismo e nostalgia del fascismo che colpisce direttamente la classe dirigente del partito di maggioranza relativa nel Paese, alleato della giunta che governa la nostra Provincia. Esprimiamo la più totale e ferma condanna nei confronti di queste affermazioni, che calpestano i valori fondamentali della Costituzione repubblicana e offendono la memoria storica del nostro territorio».

Gli esponenti chiedono conto anche alla presidente provinciale di FdI Francesca Gerosa: «Le istituzioni trentine, fondate sui valori democratici e antifascisti che hanno dato origine alla nostra speciale Autonomia, non possono tollerare zone d’ombra di questa gravità – proseguono – Chi nutre sentimenti di odio e nostalgia verso le pagine più buie della nostra storia non è degno di rappresentare i cittadini né di guidare la cosa pubblica. Ci rivolgiamo direttamente ai vertici della politica provinciale, chiediamo una presa di distanza netta, formale e immediata. Gerosa chiarisca se e quali provvedimenti si intendono avviare nel merito».

Sulla vicenda si è espresso sui social anche il sindaco di Trento Franco Ianeselli, da poco entrato a far parte del Pd: «Non sono razzista, ma… Cominciano ad essere davvero troppi i “ma” a cui alcuni esponenti di Fratelli d’Italia hanno fatto ricorso nell’ultimo periodo – dichiara il primo cittadino – Dopo che, qualche tempo fa, qualcuno ha dichiarato di essere “stufo di vedere persone che pregano con il culo per aria”, ieri sono arrivati gli antisemiti, che con le loro chat infamanti si sono guadagnati pure gli onori, si fa per dire, delle cronache nazionali. Sempre ieri un consigliere comunale (attivo pure lui sulla chat antisemita) se l’è presa con me sui social perché sono stato invitato a una festa religiosa della comunità islamica. Non sono razzista, ma sono gli altri ad essere musulmani, ebrei, indù e via disprezzando. Non sono razzista ma quelli diversi da me sono “il peggio del peggio” e “ad averci le palle le cose sarebbero diverse”. Da paura».