Val di Fiemme
lunedì 13 Luglio, 2026
Moena si ferma per l’ultimo saluto a Gianna Sommavilla: il feretro trainato dai suoi cavalli e gli Schützen schierati
di Redazione
Cerimonia ladina per la donna morta a seguito di una puntura di zecca
Un grande abbraccio, una cerimonia religiosa che al tempo stesso è stata un tributo a quella tradizione ladina che era parte fondamentale della vita di Gianna Sommavilla.
Tantissime persone oggi pomeriggio, lunedì 13 luglio, si sono ritrovate nella chiesa di Moena per donare una parola di conforto al figlio Pierangelo e alla figlia Margherita e per portare l’ultimo saluto alla donna di 75 anni deceduta all’ospedale Santa Chiara di Trento per le conseguenze della puntura di una zecca.
Il feretro con la salma è arrivato sul sagrato della chiesa del centro moenese trainato da due cavalli. Ad accoglierlo gli Schützen della Schützenkompanie Ladins de Fasha, realtà di cui faceva parte da circa trent’anni come Marketenderin, ovvero come vivandiera.
Tante le persone che hanno voluto ricordarla. Aveva studiato all’istituto d’arte di Fassa, dove aveva poi lavorato come tecnico di laboratorio, conoscendo così generazioni di studentesse e studenti, che avevano saputo apprezzarne la grande disponibilità. Parole di affetto sono state espresse anche dall’Union di Ladins de Fascia, parole che testimoniano l’attaccamento di Gianna all’identità ladina fassana. Una donna nota non solo per il suo impegno per la comunità, ma anche per il grande amore che aveva per gli animali, i cavalli in particolare.
Gianna Sommavilla, originaria di Moena, viveva a Ziano anche se trascorreva lunghi periodi in estate sul Lusia, con i suoi cavalli (in passato aveva gestito due maneggi). L’episodio che si è poi rivelato fatale è avvenuto l’8 giugno, quando è stata punta da una zecca. Inizialmente ricoverata all’ospedale di Cavalese, dove è stata sottoposta alla profilassi del caso, è stata successivamente trasferita al Santa Chiara di Trento per un grave peggioramento. Neppure il ricovero nel nosocomio del capoluogo è servito per fermare il progressivo deterioramento delle condizioni di salute della donna.