Sanità

martedì 19 Maggio, 2026

Cancro al colon, in Trentino cento interventi all’anno. Cia (Forza Italia): «Il sistema regge, ma una quota di pazienti si rivolge a strutture fuori provincia»

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C'è, però, l'incognita San Camillo: l'ospedale privato accreditato del capoluogo era venuto in aiuto con una ventina di interventi l'anno

Il consigliere provinciale di Forza Italia Claudio Cia ha ricevuto da Asuit il riscontro a un accesso agli atti relativo ai tempi di attesa e alla presa in carico chirurgica dei tumori del colon negli ospedali pubblici trentini. La richiesta riguardava il numero di pazienti in lista, gli interventi eseguiti, i tempi di accesso alle cure, i casi trattati fuori provincia e i criteri organizzativi adottati nella gestione delle priorità.

Dai dati forniti emerge che nelle strutture pubbliche provinciali i pazienti sottoposti a intervento chirurgico per tumore maligno del colon sono stati 107 nel 2024, 97 nel 2025 e 30 fino al 30 aprile 2026. Secondo Asuit, i casi trattati entro i tempi massimi previsti sono stati il 92% nel 2024, il 91% nel 2025 e il 93% nel 2026 per il periodo preso in considerazione.

Nella risposta vengono però segnalati anche 14 casi di mobilità passiva programmata fuori provincia nel 2024. Inoltre ASUIT riporta l’attività svolta dall’Ospedale San Camillo sulla stessa patologia: 21 interventi nel 2024, 17 nel 2025 e 7 fino al 15 maggio 2026. L’Azienda sanitaria precisa tuttavia che si tratta di pazienti arruolati direttamente dalla struttura privata accreditata e non inviati dal sistema sanitario provinciale.

«Questi dati non descrivono un allarme generalizzato sulla chirurgia del colon nel pubblico, e questo va riconosciuto», osserva Claudio Cia. «Ma proprio per questo rendono ancora più legittima una domanda precisa: se esiste una capacità oncologica accreditata già operante sul territorio, se permangono casi fuori provincia e se nel 2026 si ipotizza di ridurre proprio quel contributo, allora è legittimo chiedere con quali criteri si stiano limitando e distribuendo i volumi oncologici e se tali scelte rispondano davvero all’interesse del paziente e alla tempestività delle cure».

Il consigliere richiama così la questione già sollevata in una recente interrogazione sulla proposta contrattuale 2026 destinata al San Camillo, nella quale — secondo quanto riferito — non sarebbero più comprese tra le prestazioni chirurgiche alcune patologie oncologiche precedentemente trattate dalla struttura.

Cia evidenzia anche un problema legato all’aggiornamento dei dati: «Siamo quasi a metà del 2026 e, su profili rilevanti, ASUIT restituisce ancora dati 2024. Non pretendo aggiornamenti in tempo reale, ma almeno una programmazione fondata su dati 2025 o comunque su elementi più vicini alla realtà».

Nella risposta all’accesso agli atti, Asuit indica inoltre come non disponibile il dato relativo al numero complessivo dei pazienti inseriti in lista di attesa nel 2024 per questa patologia. L’Azienda richiama infine l’esistenza di strumenti interni di monitoraggio e di un documento aziendale per la gestione delle liste di ricovero, senza però allegarne copia.