L'intervista

domenica 14 Giugno, 2026

Calcio giovanile trentino verso la pausa, tra bilanci e nuove idee

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Il presidente federale Stefano Grassi: «Le società stanno apprezzando i vari accorgimenti»

Una stagione molto impegnativa, caratterizzata da diverse novità, ma che si conclude con i vertici del Comitato provinciale autonomo della Federazione italiana giuoco calcio che possono dirsi pienamente soddisfatti. E per il futuro prossimo non mancano ulteriori accorgimenti apportati al mondo del pallone dalla struttura di via Trener, che prosegue nel proprio lavoro sempre nell’ottica di favorire un maggior coinvolgimento delle società dilettantistiche del territorio, dando la possibilità a quanti più ragazzi di praticare lo sport più diffuso del pianeta, non dimenticando nel contempo l’obiettivo di provare a innalzare il livello tecnico-tattico del calcio trentino.

Presidente Stefano Grassi, la stagione sportiva sta ormai volgendo alle battute finali: quale il vostro bilancio?

«Il nostro bilancio è senz’altro positivo, innanzitutto perché abbiamo riscontrato da parte delle società un’ampia e diffusa soddisfazione per l’organizzazione e la rinnovata struttura che abbiamo dato ai campionati giovanili organizzati dal nostro Comitato: noi stessi abbiamo riscontrato che si tratta di una formula corretta quella che abbiamo deciso di varare. Inoltre siamo contenti perché, oltre ad aver preso piede la categoria under 14 con 16 squadre al via del campionato, abbiamo iniziato anche con l’under 16, categoria che mai era stata introdotta nel nostro comitato: consideriamo molto importante avere un campionato per ciascuna età, questo consente ai ragazzi di confrontarsi con i coetanei e sappiamo bene quanto conti questo per la crescita dei giovani atleti».

Per quanto riguarda la nuova formula dei vari campionati, quale l’aspetto che considerate migliore alla luce delle recenti esperienze?

«Ciò che ci rende soddisfatti è il fatto che attraverso la prima fase di qualificazione si opera una selezione di squadre in base ai rispettivi valori, così nella seconda fase si possono confrontare squadre di livello simile, con benefici per tutti. Con l’istituzione del girone élite, del campionato provinciale e delle varie Coppe tutti possono avere obiettivi da inseguire lungo tutto l’arco della stagione e tutti possono competere al livello consono alla propria realtà».

Un’altra novità è legata all’abbandono della territorialità nella prima fase dei campionati under 17 e under 15 élite.

«Per anni siamo andati avanti con i gironi territoriali per contenere le trasferte delle squadre nelle prime settimane della stagione, ma spesso si creavano dei raggruppamenti poco equilibrati. Ecco quindi che abbiamo pensato ai gironi a sorteggio per fasce di merito sulla base dei risultati dei risultati dei precedenti cinque anni: è vero che cambiano le annate dei ragazzi quindi nemmeno questo metodo è una scienza esatta, ma almeno così facendo si dà un’impostazione diversa al tutto».

Come avete lavorato, invece, con le rappresentative?

«Penso molto bene. Da quest’anno sono state introdotte con continuità anche l’under 16 e l’under 14, in questo modo i vari campionati trovano corrispondenza in una rispettiva selezione. Inoltre abbiamo portato avanti l’under 15 femminile. Altra importante novità è legata alla creazione di un gruppo di osservatori, che hanno visionato durante l’anno tante ragazze e tanti ragazzi. Pure questo sistema può essere ulteriormente perfezionato, ma quanto meno abbiamo gettato le basi per un progetto a medio-lungo periodo».

Ci sono altre novità all’orizzonte?

«Sì, abbiamo in ballo altri due progetti importanti, nati dalla nostra voglia di migliorare le cose per fare fronte al fatto che ci sono meno ragazzi che giocano a calcio rispetto a una volta, soprattutto in quelle zone dove le crisi demografiche sono più marcate e dove c’è spesso il rischio che una società non riesca a comporre una squadra. Uno di questi progetti è stato approvato proprio questa settimana dal Settore giovanile scolastico e riguarda la “juniores in collaborazione” nel campionato provinciale: significa che due o più società possono, con i nulla osta delle società proprietarie dei vari cartellini, iscrivere squadre composte da giocatori di più sodalizi, in modo che i giovani che magari trovano meno spazio nelle varie prime squadre possano giocare insieme al sabato. Così pensiamo che possano aumentare le formazioni juniores e nel contempo le varie prime squadre possono avere organici rimpolpati da questi stessi giovani. Poi c’è un altro progetto legato all’élite, dimensione sempre pensata per alzare il livello medio del nostro mondo. Vogliamo favorire la collaborazione tra società: quando tale collaborazione ha una forma strutturata, se una di queste società guadagna il diritto all’iscrizione al campionato élite, nella stagione successiva può trasferire tale diritto all’interno del pool».