Il dato
giovedì 26 Dicembre, 2024
Avvocati, il curioso record di Trento: primo in Italia per abilitati al patrocinio in Cassazione
di Redazione
Quasi della metà (47,6%) dei legali trentini ha l'abilitazione, A Napoli sono poco più di un quarto (25,12%)
Il distretto giudiziario di Trento è il primo in Italia per presenza di avvocati cassazionisti con il 47,6% sul totale degli avvocati iscritti all’Albo, ed è seguito da Trieste (45,1%) e Roma (42,7%), dove ha sede proprio la Corte di Cassazione. È quanto emerge da un’analisi dell’Associazione Italiana Avvocati d’Impresa, secondo la quale Bari (28,5%) e Napoli (25,15) sono invece i distretti con un minor percentuale di avvocati cassazionisti. «I distretti più del Nord Est – afferma Antonello Martinez, presidente dell’Associazione Italiana Avvocati d’Impresa nonché fondatore dello studio legale Martinez&Novebaci – hanno una maggior propensione dei colleghi ad acquisire l’abilitazione al patrocinio in Cassazione. La situazione è all’opposto nel sud Italia».
I distretti giudiziari di Roma, Milano e Napoli guidano la classifica per numero assoluto di cassazionisti, rispettivamente: 13.775, 9.468 e 6.638 professionisti. Un dato che rispecchia la concentrazione di attività giudiziaria e di avvocati iscritti all’Albo in questi territori e, nel caso di Roma, la presenza della sede della Cassazione. I distretti giudiziari in cui, invece, il numero assoluto dei cassazionisti è il più basso, a livello nazionale, sono: Campobasso (520), Caltanisetta (582), Trento (865) e Potenza (930).
«Il confronto tra valori assoluti e percentuali – spiega Martinez – rivela alcuni paradossi significativi: il distretto di Napoli, terzo per numero assoluto di cassazionisti, si posiziona all’ultimo posto nella classifica percentuale con solo il 25,1% di professionisti abilitati, seguito da Bari».
Secondo l’analisi dell’Associazione Italiana Avvocati d’Impresa a livello di singoli Ordini, emerge che Rovereto guida la classifica percentuale con il 58,5% di cassazionisti, seguito da Aosta (56,1%), Gorizia (54,4%), Aquila (51,4%), Rieti (50,5%), Verbania (49,8%), Lanciano (47,1%), Bolzano (46,5%), Udine (46,5%) e Trento (46,1%). All’estremo opposto, gli Ordini dell’area napoletana mostrano le percentuali più basse: Nola (16,7%), Napoli Nord (17,6%) e Torre Annunziata (21,3%).
Considerando, invece, i valori assoluti nelle prime posizioni della classifica nazionale sono gli ordini di Roma (10.760), Milano (6.638), Napoli (2.938), Torino (2.262), Catania (1.926), Firenze (1.619), Bologna (1.611), Bari (1.504), Palermo (1.368), Salerno (1.341), Lecce (1.339) e Genova (1.081). In fondo alla classifica troviamo Lanusei (45), Urbino (82), Aosta (92) e Ivrea (97).
«Questi dati rivelano una significativa disparità territoriale nella distribuzione dei cassazionisti – commenta Antonello Martinez, fondatore e namimg partner dello Studio Martinez&Novebaci. Mentre i grandi centri mantengono la leadership numerica, è nei distretti più piccoli del Nord Est che si registra la maggiore concentrazione percentuale di professionisti abilitati al patrocinio in Cassazione. Questo fenomeno merita un’attenta riflessione sulle dinamiche di sviluppo professionale e sulle opportunità di specializzazione nei diversi territori».
Primo maggio, il lavoro non basta: le Acli trentine al fianco dei lavoratori tra povertà, pace e dignità
di Redazione
Il presidente Nicoletti a Fornace: «Investire in riarmo significa penalizzare i più deboli. A garantire un salario dignitoso contribuirebbero una tassazione progressiva e una lotta più efficace all'evasione fiscale»
La storia
Il primo maggio di Tiziano Bologni, al lavoro a 60 anni. «In fabbrica da 39 anni: mi sono rotto la schiena, cinque ernie»
di Tommaso Di Giannantonio
Alla Sapes di Storo fin da ragazzo: ha vissuto il passaggio dal manuale all'automazione e ora guarda alla prossima pensione (dal 2028) «per godersi la vita»
Il lutto
Meano, l'addio di Sara al marito Martino Debiasi: «Amore mio eri la mia roccia, ho rabbia per questa vita ingiusta»
di Patrizia Rapposelli
Erano oltre 500 ai funerali del 29enne agricoltore e comandante dei vigili del fuoco della frazione, morto sul lavoro. Gli amici: «Il mondo senza lui non sarà divertente». Il sindaco Ianeselli: «Rassicurava e dava coraggio»