Valsugana
sabato 18 Aprile, 2026
Anche Pergine cerca di disfarsi della cittadinanza onoraria a Mussolini: presentate le mozioni in consiglio comunale
di Johnny Gretter
La proposta di civici e centrosinistra: «Intitoliamo una via o piazza a Ida Dalser»
Anche a Pergine si continua a discutere sulla cittadinanza onoraria conferita a Benito Mussolini in epoca fascista. Dopo la proposta di mozione presentata dai consiglieri civici nei giorni scorsi (che proponeva non solo di revocare l’onorificenza ma anche di dedicare una via o una piazza a Ida Dalser, la prima moglie che Mussolini fece rinchiudere nel manicomio di Pergine) anche Avs, Campobase e Pd hanno presentato un proprio atto. Per la precisione, si tratta di una proposta di delibera che, in modo simile alla mozione, chiede di togliere la cittadinanza onoraria a Mussolini.
La proposta del centrosinistra
La nuova proposta è stata firmata dai consiglieri dei tre partiti di centrosinistra: Giuseppe Facchini, Alberto Frisanco e Mirko Casagrande Zampedri. «Con decreto reale del 21 ottobre 1923 il consiglio comunale di Pergine venne sciolto e venne destituito il Sindaco Eduino Maoro, e fu nominato Leopoldo Lioy a commissario straordinario per l’amministrazione provvisoria del Comune, in attesa delle nuove elezioni del 20 marzo 1924 che videro eletto sindaco Luciano Chimelli – ricordano i tre consiglieri nel loro atto -. Il Comune di Pergine concesse la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini il 24 maggio 1924. Il provvedimento fu approvato a voti unanimi avanti il Sindaco signor Luciano Chimelli. Il Sindaco Luciano Chimelli restò in carica fino al 1936 per poi passare la mano al podestà Guido Tomasini che rimase in carica fino al 1943, mentre a guidare il Comune fino alla fine della guerra fu Giulio Rizzi».
«Tutelare i valori democratici»
I consiglieri, nella proposta, ricordano anche gli eventi tragici che colpirono il Trentino e che in qualche modo sono stati legati all’ascesa del Fascismo. Innanzitutto, come anticipato, la reclusione di Ida Dalser nel manicomio del paese. Ma anche l’occupazione da parte dei fascisti del palazzo della Provincia, nel 1922, e la soppressione dei giornali non allineati a Mussolini del 1926. Infine, l’occupazione militare dell’ex alleato nazista che, tra l’8 e il 9 settembre 1943, assaltò le caserme di Trento e diede avvio a una dura repressione contro ogni forma di opposizione militare e civile su tutto il territorio.
«La figura storica di Benito Mussolini confligge con i valori di pace, uguaglianza, democrazia e libertà affermati nella Costituzione italiana e di cui il Comune di Pergine Valsugana si impegna ogni giorno a farsi interprete verso la cittadinanza», ricordano i consiglieri, richiamando anche gli impegni contro il Fascismo e a favore della pace espressi nella Costituzione e nello stesso Statuto comunale.
I voti necessari
La possibilità di revocare una cittadinanza onoraria è prevista proprio dall’articolo 73 dello Statuto, attraverso una seduta con votazione segreta. «La revoca è adottata con voto favorevole dei due terzi dei Consiglieri comunali assegnati».
Dunque, è necessaria una maggioranza piuttosto larga del consiglio comunale per poter approvare la delibera, che come anticipato si aggiunge a un atto simile. La situazione sembra farsi piuttosto caotica: da un lato, una mozione per revocare la cittadinanza a Mussolini e ricordare Ida Dalser, firmata dai civici Carlo Pintarelli, Daniela Casagrande e Roberto Oss Emer, ma non dal quarto membro del gruppo, Morgan Betti . Dall’altro, una proposta di delibera firmata dai tre consiglieri di centrosinistra che prevede solo la revoca dell’onorificenza. Se entrambi gli schieramenti votassero per la revoca, ci sarebbero quindi sei consiglieri favorevoli, troppo pochi per approvare la delibera. Mentre sembra remoto l’appoggio dei due consiglieri di Lega e Fratelli d’Italia, il voto segreto potrebbe comunque spingere qualcuno a votare la delibera del centrosinistra: forse, l’assessora Carla Zanella (più distante dalle posizioni dei partiti di destra) o l’assessora Roberta Bergamo, membro di un partito autonomista come il Patt.