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lunedì 2 Febbraio, 2026
Anche il vicepremier Salvini negli Epstein files. Bannon nel maggio 2019: «Farà cadere il governo». E poi la crisi del Papeete
di Redazione
L'ex consigliere di Trump: «Sono concentrato nel raccogliere fondi per lui e Le Pen»
Emergono nuovi dettagli sui rapporti tra Steve Bannon, ex stratega di Donald Trump, e Jeffrey Epstein, il finanziere morto in carcere nell’agosto 2019 mentre era detenuto con accuse di abusi sessuali e traffico internazionale di minori. A rivelarli sono i cosiddetti “Epstein files”, oltre tre milioni di pagine di documenti resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.
Tra le email finite agli atti ce n’è una, risalente alla primavera del 2019, alla vigilia delle elezioni europee, in cui Bannon risponde a Epstein scrivendo: «Sono concentrato solo sul raccogliere fondi per Le Pen e Salvini in modo che possano candidarsi con liste complete». Un passaggio che collega direttamente l’ex consigliere di Trump a un’attività di sostegno politico e finanziario alle forze sovraniste europee.
Le conversazioni tra Epstein e Bannon sono numerose e toccano più volte anche la politica italiana. In una mail dell’8 marzo 2018, Bannon scrive: «Sto andando a Milano adesso per incontrare Salvini. Sembra che stasera Grillo e domani Roma e Berlusconi e 5 Stelle». Un messaggio che restituisce l’immagine di una vera e propria missione politica nel nostro Paese, nel pieno delle consultazioni seguite alle elezioni politiche.
Il nome di Matteo Salvini ricorre più volte nello scambio di messaggi, inserito in quello che appare come un disegno più ampio di costruzione di relazioni con le destre e i movimenti populisti europei. L’11 maggio 2019 è lo stesso Epstein a suggerire a Bannon una linea strategica: «Suggerisco di concentrarsi sull’Europa. Salvini, Orbán, il movimento». In seguito Bannon scriverà che Salvini è pronto «a far cadere il governo». La cosiddetta «crisi del Papeete» risale all’agosto di quell’anno.
Tra le mail compare anche un messaggio dell’8 settembre 2018, inviato da una persona di identità non nota, che scrive a Bannon: «Spero che tu sia seduto sulle ginocchia di Salvini». La risposta dell’ex stratega di Trump, reduce da un incontro con l’allora ministro dell’Interno, è lapidaria: «Viceversa».
Documenti che riaccendono i riflettori su una rete di contatti internazionali tra ambienti dell’ultradestra americana ed europea, e che continuano a far discutere per il contesto e i protagonisti coinvolti.
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