Cronaca
giovedì 4 Giugno, 2026
Abusa di una minorenne in una comunità terapeutica per ragazzi fragili: il tribunale lo condanna a 4 anni
di Ubaldo Cordellini
Lui aveva 17 anni all'epoca dei fatti: l'aveva stordita con l'alcol. Lei temeva di essere rimasta incinta
Condannato per aver violentato una ragazza minorenne ospite come lui in una comunità terapeutica per ragazzi fragili. Per questo un giovane di 17 anni è stato condannato a 4 anni di reclusione dal Tribunale dei minori di Trento presieduto dal giudice Giuseppe Spadaro che è da poco stato nominato presidente del Tribunale di Catanzaro. Il giovane avrebbe abusato sessualmente della ragazzina, poco più giovane di lui, anche facendola bere e approfittando dei momenti in cui lei perdeva il controllo di sé. La ragazza veniva attirata in camera dal giovane che l’aveva presa di mira con la promessa di poter bere insieme, ma dopo l’alcol si passava ai rapporti sessuali. Ce ne sarebbero stati almeno sei o sette. Secondo i giudici del Tribunale dei minori tutti abusi da parte del ragazzo più grande che avrebbe consapevolmente spinto la ragazza a bere proprio per farle abbassare le difese. Il fatto che la giovane fosse già di per sé un soggetto fragile, bisogno di protezione e accoglienza da parte di una comunità per minori rende tutta la vicenda ancora più triste e preoccupante.
I fatti sono emersi quando la ragazza si è rivolta a una consulente all’interno della comunità confidando di temere di essere rimasta incinta. In questo modo è partita l’inchiesta.
La ragazza si sarebbe confidata con gli psicologi della comunità che hanno poi avvertito la struttura che ha segnalato la vicenda alla Procura presso il Tribunale dei minori di Trento. La comunità è una struttura privata convenzionata con l’Azienda sanitaria e universitaria. E il Tribunale dei minori ha trasmesso gli atti alla Procura della Repubblica del Tribunale di Rovereto per verificare se vi siano delle responsabilità da parte della struttura, anche solo di mancata sorveglianza.
I fatti risalgono alla fine del 2024: secondo quanto ricostruito dal Tribunale dei minori, il 17enne ospite della comunità avrebbe indotto un’altra ospite a subire rapporti sessuali e compiere atti sessuali, abusando delle condizioni di inferiorità psichica e – in particolare – promettendole bevande alcoliche che sapeva la ragazza desiderava.
Le violenze, 6 o 7 episodi, concentrati in un periodo di tempo limitato, avvenivano quando il giovane entrava nella stanza della ragazza. Dopo la querela è stato istruito il processo davanti al Tribunale dei minori, che lo scorso aprile ha condannato il giovane a 4 anni. Una decisione contro la quale l’avvocato Fabio Valcanover, difensore del giovane, ha proposto appello: non per mettere in discussione la responsabilità o la gravità dei fatti, ha spiegato il legale, ma per chiedere il ripristino della messa alla prova, un percorso educativo alternativo al carcere, ritenuto più utile per il futuro del giovane, sia dal punto di vista personale che da quello del suo inserimento nella società. La vicenda, quindi, è tutt’altro che chiusa e anche la struttura ora rischia di dover spiegare se ci siano state falle nel sistema di protezione e tutela dell’ospite. dal canto suo la ragazza aveva già spiegato di sentirsi in una situazione di inferiorità rispetto al giovane.