il caso
martedì 9 Dicembre, 2025
Trento, sovraffollamento su un treno diretto a Bologna. La denuncia di Corradini (Siap): «Non è un incidente, è il collasso annunciato»
di Redazione
Il mezzo è rimasto bloccato per un'ora per motivi di sicurezza. Il sindacato: «È l'inevitabile epilogo di una situazione critica, ampiamente preannunciata»
«Quello che è successo ieri nella stazione di Trento non è una sfortuna. È la logica, inevitabile conseguenza di mesi di inerzia». Con queste parole il Sindacato Italiano Appartenenti Polizia (SIAP), per mano del il segretario regionale Massimiliano Corradini, ha denunciato quanto avvenuto lunedì 8 dicembre, quando un treno regionale per Bologna è stato fermo per un’ora a causa del sovraffollamento, costringendo i viaggiatori a una estenuante trattativa per far scendere qualcuno, mentre la sicurezza vacillava.
In una nota, il sindacato spiega che «già il 20 ottobre denunciavamo una situazione esplosiva in vista dei Mercatini di Natale. Il 27 novembre, a mercatini iniziati, constatavamo che le “promesse non erano state
mantenute” e che la gestione era “al ribasso”. Ieri, il sistema ha mostrato la crepa più visibile: il rischio per l’incolumità pubblica».
Perché è successo? Le ragioni, per Siap son due: la carenza cronica di personale e uffici Polfer spesso inaccessibili, con accessi che sono una “vera e propria opera circense”, con cittadini e personale ferroviario
costretto a “salti mortali” per formalizzare una denuncia.
Tra i problemi anche i moltissimi cantieri senza adeguate informazioni. Un caos infrastrutturale, unito alla mancata informativa ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) e alle possibili interferenze tra cantieri e lavoro della Polfer, denunciate dal sindacato, viene moltiplicato esponenzialmente dall’impatto di picchi di utenza.
E conclude: «Questo episodio deve essere l’ultimo. L’episodio del treno bloccato è il campanello d’allarme che
squarcia ogni ipocrisia. Conferma che la stazione, biglietto da visita del Trentino, rischia di trasformarsi in un simbolo di degrado e insicurezza. Con i Mercatini di Natale ancora in corso e, pur non essendo ancora alla massima affluenza, ma soprattutto, con l’avvicinarsi dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026, che porteranno un ulteriore, enorme flusso di visitatori, continuare su questa strada è imperdonabile. Non possiamo permetterci altri danni d’immagine e, soprattutto, altri rischi».
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