lunedì 30 Dicembre, 2024
Aprés Ski di Nambino al centro delle polemiche, Italia Nostra: «Struttura in un’area iconica. Sfregio ambientale»
di Gianfranco Piccoli
Nel mirino dell'associazione la «Music Arena» di Madonna di Campiglio, costata 10 milioni di euro
Torna a far discutere la Super G Après ski nella piana di Nambino, inaugurato sabato 21 dicembre, con un maxi evento che ha avuto come guest star il famoso dj Benny Benassi. Una prima che non ha fatto altro che rinfocolare le polemiche suscitate dal progetto reso noto nel settembre dello scorso anno e realizzato in tempi record (ancora in corso gli ultimi lavori di finitura) in uno scorcio suggestivo di Campiglio.
«Il Super G di Madonna di Campiglio, situato nella splendida cornice della Piana di Nambino, si presenterà come una vera e propria après-ski music arena, caratterizzata da una line up italiana e internazionale, DJ set e performance. Una struttura di 1.300 mq costruita ex novo, al 90% in legno», recitava il lancio della giornata, chiarendo quale sarebbe stata la natura del locale. La struttura di Campiglio va ad aggiungersi a quella di Courmayer (aperta nel 2013) e di Cortina, anche questa una novità.
«Nato nel 2013 da un’intuizione di Andrea Baccuini e Giacomo Sonzini, il modello Super G ha di fatto rivoluzionato il concetto di rifugio sulle piste e di après-ski, puntando su un’utenza ben più ampia dei soli sciatori accaniti: intrattenimento, fine dining e hospitality in alta quota, uniti a un uso innovativo della tecnologia hanno dato vita a un format inedito per l’Italia capace di intercettare il gusto dei giovani, alla ricerca di un’offerta che si integrasse con quella “tradizionale” delle località di montagna»: questa la filosofia del nuovo apres ski.
«La dimostrazione di ciò che avevamo rilevato fin dalle fasi progettuali. Ci troviamo di fronte all’evidenza dello sfregio, fuori scala e fuori contesto, alla stessa stregua di chi va in Lamborghini al Rifugio Comici», tuona Manuela Baldracchi, presidente di Italia Nostra del Trentino, riferendosi alla recentissima polemica per i due bolidi posteggiati davanti al rifugio altoatesino. «Un approccio impositivo nei confronti della montagna – continua Baldracchi – che deve sottostare ad un certo stile di divertimento, l’ambiente assoggettato a scopi ludici che soffocano una cultura che è invece attenta e rispettosa». «Almeno 10-15 anni fa potevamo trovare degli interlocutori negli amministratori – rileva amara la presidente di Italia Nostra – che valutavano le nostre considerazioni: oggi invece parliamo al vento».
Sin dal primo giorno l’associazione ambientalista ha avuto una posizione estremamente dura nei confronti del progetto dell’apres ski nella piana di Nambino, ma anche un gruppo di censiti e ospiti ha avuto parole severe nei confronti soprattutto dell’Ausc di Fisto, che ha avallato il progetto da dieci milioni di euro: in cambio gli investitori gestiranno l’immobile per 17 anni, poi tornerà nella disponibilità dell’ente.
A mettere i capitali è stata la «5 Club Mdc» (amministratore delegato è Giacomo Sonzini), composta dai soci di Super Holding Srl e da prestigiosi marchi dell’industria italiana con i loro family office: Lunelli (Lunelli Holding), Colombo (Manifattura Colombo), Unifin Italia (Gruppo Colombini) e Cime Bianche (Famiglia Corti).
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