ARTIGIANI GIOVANI
domenica 21 Giugno, 2026
Ri_Generazione d’impresa: il passaggio generazionale parte da governance e dialogo
di Redazionale
Come garantire continuità alle imprese artigiane senza perdere il patrimonio di competenze, valori e identità costruito negli anni?
È stato questo il tema al centro del panel “Ri_Generazione d’impresa – Un’altra prospettiva sul passaggio generazionale”, moderato dal giornalista de ilT Quotidiano Gabriele Stanga, nell’ambito delle celebrazioni per gli 80 anni dell’Associazione Artigiani – Confartigianato Trentino, svoltesi il 6 giugno 2026. A confrontarsi sul tema sono stati Valentino D’Angelo, Assistant Professor of Practice della SDA Bocconi School of Management, esperto di Family Business and Corporate Governance, e Giovanna Leto Di Priolo, Senior Advisor di BIP Corporate Finance & Strategy – Governance Advisory & Value Protection.
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Il tema affrontato è di particolare attualità per il Trentino: secondo i dati illustrati in apertura, sul territorio operano circa 47 mila imprese, il 95% delle quali sono micro e piccole aziende, oltre 20 mila sono imprese familiari e, tra queste, 12.500 sono artigiane. Un patrimonio economico e sociale che oggi si confronta con una sfida decisiva: solo un’impresa su cinque riesce infatti a superare la terza generazione, mentre circa 4.500 aziende rischiano la chiusura per la mancanza di un adeguato ricambio imprenditoriale. Da qui la necessità di cambiare prospettiva, passando dall’idea di semplice passaggio generazionale a quella di “rigenerazione d’impresa”.
Ad aprire il confronto è stato Valentino D’Angelo, che ha invitato a considerare l’impresa familiare come qualcosa di più di un insieme di beni e capitali. Il patrimonio di una famiglia imprenditoriale comprende infatti competenze, valori, relazioni e cultura aziendale: elementi immateriali che devono essere trasmessi con la stessa attenzione riservata agli aspetti economici. Secondo D’Angelo, il ricambio generazionale non può essere improvvisato, ma va preparato attraverso un percorso graduale, capace di costruire fiducia, responsabilità e leadership nelle nuove generazioni. In questo processo assume un ruolo centrale la governance, anche nelle imprese di dimensioni più contenute che caratterizzano il sistema economico trentino. Nel corso del dibattito D’Angelo ha inoltre richiamato alcuni principi fondamentali per affrontare con successo la successione, evidenziando anche gli errori più frequenti: rinviare le decisioni, evitare il confronto tra generazioni o pensare che il passaggio riguardi esclusivamente il trasferimento della proprietà dell’azienda.
Il secondo intervento di Giovanna Leto Di Priolo ha proposto una lettura diversa del tema, racchiusa proprio nel titolo dell’incontro: più che di passaggio generazionale, ha invitato a parlare di rigenerazione d’impresa. L’obiettivo, infatti, non è semplicemente trasferire un’azienda da una generazione all’altra, ma creare le condizioni affinché l’impresa possa evolversi, mantenendo vive le proprie radici e aprendosi al tempo stesso all’innovazione portata dai più giovani. In questa prospettiva, ereditare un’impresa significa raccogliere un patrimonio fatto non solo di beni materiali, ma anche di cultura imprenditoriale, passione, competenze e visione. Un’eredità che non può essere imposta, ma deve essere costruita attraverso un percorso condiviso, nel quale ogni generazione contribuisce con il proprio punto di vista. Grande attenzione è stata dedicata anche agli aspetti relazionali del ricambio generazionale. Per Leto Di Priolo, infatti, la qualità del dialogo tra le persone rappresenta un elemento determinante tanto quanto gli strumenti di governance. Formazione, affiancamento e percorsi di mentoring consentono infatti di trasferire competenze ed esperienza, favorendo al tempo stesso la crescita dell’autonomia e della capacità decisionale dei giovani imprenditori.
Nel confronto è emerso anche il tema della partecipazione femminile. Se in Trentino solo il 18% delle imprese artigiane è guidato da donne, contro una media nazionale del 22%, diventa necessario creare contesti sempre più inclusivi, capaci di valorizzare il talento indipendentemente dal genere e di ampliare la platea dei possibili successori.
A chiudere il panel è stata una riflessione condivisa sul significato più profondo della rigenerazione d’impresa. Governare il passaggio generazionale significa accompagnare un cambiamento che riguarda persone, relazioni e cultura aziendale prima ancora che quote societarie o patrimoni. Quando questo processo viene pianificato e vissuto come un’occasione di confronto tra esperienza e innovazione, il ricambio non rappresenta un momento di crisi, ma può trasformarsi nella principale leva di sviluppo e continuità per le imprese del futuro.
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