LEGNO

giovedì 11 Giugno, 2026

Sartorilegno, il modello Trentino che valorizza ogni parte del tronco

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In Val di Non l’azienda Sartorilegno rappresenta una delle realtà più importanti del settore legno in Trentino

In Val di Non l’azienda Sartorilegno rappresenta una delle realtà più importanti del settore legno in Trentino con alle spalle una storia di intuizione, determinazione e capacità di trasformare ogni parte del tronco in una risorsa.

Tutto inizia nel 1981 a Ronzone, quando Luigi Sartori decide di avviare la propria attività legata alla produzione dei fondi delle cassette per la frutta partendo da un piccolo spazio nella cantina del padre. A soli ventiquattro anni, l’acquisto della prima segheria che per quindici anni rappresenta il cuore produttivo dell’attività, poi il vero salto con il trasferimento nella zona artigianale di Fondo, sede principale di oggi. Qui l’azienda amplia progressivamente il proprio capannone fino a diventare una filiera sempre più strutturata con macchinari moderni, personale qualificato e una forte specializzazione nelle lavorazioni. Passaggio fondamentale arriva nel 2019, con l’ingresso del figlio Davide Sartori, aprendo una nuova fase di sviluppo dell’azienda: oltre alla produzione tradizionale di pallet, vengono introdotte nuove lavorazioni per valorizzare il tronco e ridurre gli sprechi. Viene introdotta la segheria dedicata ai tronchi piccoli, installato un impianto per la produzione di pellet 100% abete ottenuti dagli scarti di lavorazione e si sviluppa la produzione delle perline da rivestimento. Un approccio che punta a dare valore aggiunto a ogni parte del legno. La valorizzazione completa del tronco è infatti uno degli elementi che definiscono maggiormente l’identità di Sartorilegno. Nulla viene sprecato: persino le cortecce trovano una seconda vita grazie all’impianto di teleriscaldamento realizzato 23 anni fa insieme ad altri soci per servire il paese di Fondo. Oggi 450 utenti sono collegati alla rete e l’80% del paese viene riscaldato grazie all’energia prodotta dagli scarti del legno lavorato dall’azienda.

Negli anni, inoltre, il gruppo ha ampliato anche la propria presenza produttiva con quattro stabilimenti: a Fondo il polo principale con la segheria dedicata al taglio dei tronchi; a Mezzolombardo viene realizzato il pallet standard; a Lavis opera Imballaggi Trentini, parte della Sartorilegno Group, specializzata nella produzione di pallet fuori misura attraverso macchine specifiche; infine ad Affi è presente un grande deposito logistico che in futuro potrebbe diventare il centro dedicato alla seconda lavorazione del legno.

Oggi l’azienda rappresenta un punto di riferimento nazionale nella lavorazione del tronco e nel recupero degli scarti. Nel 2025 Sartorilegno ha raggiunto un fatturato di 48 milioni di euro e impiega 115 collaboratori altamente specializzati, formati per utilizzare impianti tecnologicamente avanzati e gestire una produzione sempre più automatizzata. La tecnologia riveste infatti un ruolo centrale: le macchine analizzano i tronchi e li indirizzano verso la lavorazione più adatta, valorizzandone la qualità.

Guardando al futuro, l’obiettivo dell’azienda è proseguire in questa direzione, continuando a investire nella qualità del legno, nell’innovazione e nella valorizzazione completa della materia prima. Tuttavia, eventi come la tempesta Vaia e la diffusione del bostrico hanno profondamente modificato il mercato forestale alpino, riducendo sensibilmente la disponibilità di materia prima locale a metà del materiale rispetto al passato. Una sfida che coinvolge Sartorilegno e che la porta a guardare verso mercati lontani e diversificati alla ricerca di nuove fonti di approvvigionamento.