Chiesa

mercoledì 1 Luglio, 2026

Chi sono i Lefebvriani? Il rifiuto del Concilio, le liturgie e le ragioni dello scisma

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In Svizzera, gli appartenenti alla Fraternità Sacerdotale San Pio X hanno consacrato quattro vescovi senza mandato papale, fatto che ne implica la scomunica: «Non possiamo più vedere il Papa umiliato»

Sono ore di concitazione nella Chiesa cattolica. Oggi a Écône, in Svizzera, i Lefebvriani hanno proceduto alla consacrazione episcopale di quattro vescovi senza il mandato papale. Fatto che implica la loro scomunica e quindi lo scisma dalla Chiesa. Una decisione drastica arrivata nonostante gli appelli all’unità delle ultime ore arrivati da Papa Leone XIV: «Vi prego e vi chiedo con tutto il cuore: tornate sui vostri passi», aveva scritto il pontefice nella serata di ieri in una lettera.

I Lefebvriani sono gli appartenenti alla Fraternità Sacerdotale San Pio X: contano 720 sacerdoti in tutto il mondo, circa 700 chiese, e quasi mezzo milione di fedeli.

Nata nel 1970 per volontà di monsignor Marcel Lefebvre, la San Pio X è stata fondata «in risposta alle pressanti richieste da parte di alcuni giovani, che chiedevano una formazione sacerdotale tradizionale». L’obiettivo è quello di preservare la liturgia tradizionale secondo il Messale del 1962 e la formazione sacerdotale precedente al Concilio Vaticano II. Tra gli anni ’70 e gli anni ’80 il rapporto dei lefebvriani con la Santa Sede è andato via via deteriorandosi. Lo strappo vero nel 1988, quando monsignor Lefebvre decide di consacrare quattro nuovi vescovi. Una decisione a cui Papa san Giovanni Paolo II risponde con la scomunica.

Monsignor Lefebvre muore nel 1991. Nel tempo, intanto, la fraternità continua la sua attività. Papa Benedetto XVI, nel 2007, tenta un passo di riconciliazione con la decisione di liberalizzare la messa Tradizionale latina, attraverso il motu proprio «Summorum pontificum» e nel 2009 di togliere le scomuniche contro i quattro vescovi della Fraternità.

Ma negli ultimi mesi, dopo l’annuncio dei quattro nuovi vescovi, le distanze sono tornate ad ampliarsi. La Fraternità San Pio X è attiva in cinque continenti: ha anche un ramo di Fratelli Religiosi e Suore Oblate che aiutano i sacerdoti nelle varie comunità. «Alcuni potrebbero pensare che siamo davanti a un dilemma: scegliamo la fede integrale ma ci separiamo dalla Chiesa. Ma noi apparteniamo alla Chiesa anzitutto per mezzo della fede». Così don Davide Pagliarani, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, nell’omelia durante la celebrazione in Svizzera. «Non dobbiamo entrare in questo dilemma perché noi non possiamo scegliere tra la fede e la Chiesa. Noi vogliamo la fede della Chiesa per restare nella Chiesa. E vogliamo la Chiesa per mezzo della fede e nella fede. Veniamo accusati di non amare il Papa, di non rispettarlo. Ma è proprio perché amiamo il Papa come vicario di Cristo e come capo della Chiesa che non vogliamo più vedere il Papa umiliato messo sullo stesso piano dei falsi pastori, rappresentanti di false religioni».