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lunedì 17 Agosto, 2026

Colpo di Ferragosto al museo: custodi sotto torchio per il furto delle opere di Antonello da Messina

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Come è possibile che non abbiano visto i ladri in azione? I critici d'arte: impossibili da vendere

Proseguono le indagini dopo il clamoroso colpo di Ferragosto al museo di Messina. Gli investigatori che indagano sul furto delle quattro opere di Antonello da Messina del museo regionale della città, stanno mettendo sotto torchio il personale del museo e cercando di capire le presunte falle dei sistemi di sicurezza che hanno permesso ai ladri di agire in due minuti. Ieri è arrivato da Roma un gruppo di investigatori del Nucleo tutela e patrimonio culturale dei carabinieri per supportare i colleghi nelle indagini.

Il Nucleo è stato delegato assieme alla polizia di Stato dalla procura di Messina che ha aperto una inchiesta. In particolare, gli inquirenti, cercano il probabile basista che potrebbe aver agevolato il lavoro dei ladri. I sistemi di sicurezza (allarme e videosorveglianza) erano perfettamente funzionanti, ha detto domenica la direzione del museo. È quindi compito degli investigatori capire cosa sia accaduto e come mai i custodi addetti ai monitor che mostrano le immagini delle videocamere non abbiano notato nulla. Il colpo è stato messo a segno poco prima delle 22 del 15 agosto, quando alcuni malviventi, con il volto coperto da caschi, sono riusciti a introdursi nel museo trafugando sei opere del celebre artista rinascimentale.

Nello specifico sono state asportate tre su cinque appartenenti al celebre Polittico di San Gregorio (Madonna col bambino e Francescano in adorazione, da un lato; Ecce homo, dall’altro) e la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, asportata da una teca blindata. Nel corso della fuga, gli autori del furto hanno abbandonato, in prossimità della recinzione del museo, le altre due tavole del Polittico. Si tratta infatti di tavole di legno, difficili da trasportare e non tele che possono essere arrotolate. I banditi hanno approfittato della processione della Vara, il carro votivo dedicato alla Madonna dell’Assunta, che richiama migliaia di messinesi e impegna le forze dell’ordine per compiere il colpo. Al setaccio sono state passate anche tutte le telecamere che sono nella zona del museo e quelle delle strade vicine che poi portano verso l’Accascina. «La procura di Messina sta procedendo a carico di ignoti in ordine del furto pluriaggravato di opere d’arte» si legge in una nota del procuratore capo di Messina, Antonio D’Amato.

Le attività investigative, coordinate dalla procura distrettuale di Messina, sono delegate alla squadra mobile della questura e ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale. «Esse si alimentano, nella immediatezza, con l’acquisizione di fonti dichiarative del personale di vigilanza del museo medesimo, nonché delle immagini degli impianti di video sorveglianza dello stesso museo e di quelli posti lungo la pubblica via», prosegue la nota del procuratore. Potenzialmente si tratta di un colpo da decine di milioni di euro, anche se alcuni critici dell’arte fanno notare come il bottino sia “invendibile” in quanto composto da pezzi unici e quindi fuori da ogni possibile trattativa.

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