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venerdì 14 Agosto, 2026

A sei mesi dalla morte, i funerali della piccola Beatrice: in centinaia in chiesa a Bordighera

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Morta a seguito di maltrattamenti prolungati, la mamma in carcere (con il compagno). Il vescovo Suetta: «Il tuo nome non sarà cancellato»

È arrivato tra un lunghissimo applauso, nella chiesa dell’Immacolata a Bordighera, il feretro della piccola Beatrice, la bambina di due anni morta lo scorso febbraio a Montenero. Centinaia di persone si sono raccolte sul sagrato e nelle vie circostanti per l’ultimo saluto alla bambina.

Beatrice era morta dopo aver subito, secondo quanto emerso dalle indagini, prolungati maltrattamenti. Per la sua morte si trovano in carcere la madre, Manuela Aiello, e il compagno della donna, Emmanuel Iannuzzi.

La madre, inizialmente autorizzata a partecipare alle esequie, non ha potuto prendere parte ai funerali. Nella giornata di ieri il gip ha infatti revocato il nulla osta per motivi legati all’ordine pubblico e alla sicurezza.

Il feretro è stato accolto da una benedizione e portato all’interno della chiesa. A seguirlo sul sagrato sono stati i nonni e la zia della bambina, che ha deposto accanto alla piccola bara bianca una cornice con una fotografia di Beatrice.

«Davanti alla morte di una bambina rimangono solo silenzio e preghiera»

A celebrare il funerale è stato il vescovo di Sanremo-Ventimiglia, monsignor Antonio Suetta, insieme ad altri due sacerdoti. Nell’omelia, il vescovo si è rivolto direttamente alla piccola Beatrice.

«Vorremmo parlarti ma in realtà siamo noi che abbiamo bisogno di ascoltare la tua voce. Davanti alla morte di una bambina tutte le voci si infrangono, rimane solo silenzio e preghiera».

Tra i presenti in chiesa anche il padre biologico della bambina, Maurizio Rao, accompagnato dalla Polizia penitenziaria ed entrato in chiesa poco prima dell’inizio della funzione.

Alla cerimonia hanno partecipato le massime autorità civili e religiose, insieme a centinaia di persone, dentro e fuori la chiesa.

«Una malvagità senza senso ha strappato via la tua infanzia», ha detto monsignor Suetta durante l’omelia. «Beatrice, dove sei? E tu ci rispondi con le parole che Gesù ha promesso: sono nelle mani del Padre. Quelle mani che nessuna violenza può raggiungere, nessuna violenza ferire e nessuna malvagità strappare».

«Il tuo nome non sarà cancellato»

Il vescovo ha poi sottolineato come la tragedia non possa riguardare soltanto la famiglia della bambina, ma debba interrogare l’intera comunità.

«Non possiamo cambiare ciò che è accaduto ma il tuo nome non sarà cancellato. E noi, guardando te, siamo costretti a guardarci dentro».

«Una vicenda come questa non interpella solo una famiglia ma un’intera società. Tutti siamo chiamati a chiederci cosa stia accadendo nel cuore dell’uomo», ha concluso monsignor Suetta.

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