Economia

giovedì 4 Giugno, 2026

Pellegrini (Fai Conftrasporto Trentino) sul blocco del Brennero: «La libertà di transito è un pilastro che non può essere sacrificato»

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Secondo il Presidente, i divieti non giovano né al commercio né all'ambiente: «Bloccando non si protegge l'ambiente ma si aumenta l'inquinamento»

Il Presidente di Fai Conftrasporto Trentino, Andrea Pellegrini, si inserisce nell’accesa discussione di questi giorni sull’asse del Brennero – anche a seguito delle proteste di sabato 30 maggio – con l’idea di «riportare al centro la realtà dei fatti, i numeri e il valore insostituibile del settore».

Per Pellegrini, il rispetto reciproco sui due fronti è una premessa fondamentale: «Riconosciamo e rispettiamo profondamente le preoccupazioni dei cittadini e dei manifestanti che hanno a cuore la tutela dell’ambiente e della salute nei territori in cui vivono. Però, chiediamo lo stesso identico rispetto per il lavoro di migliaia di imprese e di autisti che ogni giorno garantiscono la tenuta economica del Paese».

La riflessione è sulle conseguenze che pagherebbe la collettività di fronte a un diritto unilaterale a imporre blocchi e divieti: «Vivremmo in un’Europa frammentata, paralizzata, feudale, dove ogni regione blocca le merci dirette a quella vicina. Sarebbe il caos logistico, l’isolamento dei territori e, in ultima analisi, il collasso economico della società moderna. La libertà di movimento e di transito è un pilastro comunitario che non può essere sacrificato sull’altare dei localismi».

Quasi il 75% delle merci esportate dal Trentino Alto Adige, infatti, viaggia su gomma e i dati di Uniontrasporti segnalano che il un danno economico diretto alle imprese locali causato dai divieti unilaterali imposti dal Tirolo ammonti a 370 milioni di euro l’anno.

Da non tralasciare, poi, la questione ambientale: «Il paradosso è che, bloccando e spezzettando i flussi, non si protegge l’ambiente, ma si aumentano le code, la congestione e, di conseguenza, l’inquinamento. Il nostro settore non sta fuggendo dalla transizione ecologica; al contrario, ne è il protagonista principale. Siamo i primi partner nella costruzione del futuro Green Corridor europeo».

Il Presidente chiude poi con uno sguardo al futuro, evidenziando la necessità di soluzioni condivise a livello di Euregio e di una «gestione coordinata e pianificata in accordo con la gestione delle imprese e dei territori».