L'iniziativa
venerdì 24 Luglio, 2026
Caso Roggero, al via in Trentino la raccolta firme promossa da Forza Italia per la grazia del gioielliere condannato per omicidio
di Redazione
Il commissario Rossato: «Siamo vicini a chi, nel proprio lavoro e nella propria casa, vive la paura della violenza». Kaswalder (Patt) fra i primi firmatari
Forza Italia avvia una raccolta firme a sostegno della richiesta di grazia per Mario Roggero, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per i fatti seguiti alla rapina subita nella sua gioielleria il 28 aprile 2021: «Siamo vicini a chi, nel proprio lavoro e nella propria casa, vive la paura della violenza», spiega Diego Rossato, commissario trentino del partito azzurro. E annuncia l’iniziativa, che ha già visto il primo banchetto ieri in città: «Si tratta di una raccolta firme a sostegno della richiesta di grazia. Le firme saranno successivamente trasmesse a sostegno della richiesta rivolta al Presidente della Repubblica». E aggiunge: «Questa iniziativa nasce anzitutto da un sentimento di vicinanza umana verso Mario Roggero e la sua famiglia, ma anche verso tutte le persone che, lavorando onestamente o trovandosi nella propria casa, hanno vissuto la paura, la violenza e il senso di vulnerabilità provocati da rapine e aggressioni. Chi subisce un reato e si trova costretto ad affrontare momenti drammatici non deve sentirsi lasciato solo. Le istituzioni hanno il dovere di garantire sicurezza, tutela e una presenza concreta accanto ai cittadini, agli esercenti e alle famiglie esposte alla criminalità».
Rossato fa però alcune precisazioni: «Con questa raccolta firme non intendiamo riaprire il processo né mettere in discussione la sentenza definitiva e l’autonomia della magistratura. Chiediamo che, concluso il percorso giudiziario, venga considerata anche la particolare dimensione umana di una vicenda maturata dopo ripetute rapine e in un contesto di grave violenza e paura. Comprendere il contesto nel quale sono avvenuti i fatti — afferma — non significa negarne la gravità o cancellare le responsabilità accertate. Significa riconoscere che la giustizia può convivere con la clemenza e che il nostro ordinamento prevede la possibilità di tenere conto di circostanze eccezionali, personali e umane».
E la conclusione: «Non proponiamo modelli da far west e non pensiamo che i cittadini debbano sostituirsi allo Stato. Al contrario, chiediamo uno Stato capace di proteggere chi subisce la criminalità e di non lasciare solo chi, in una situazione di paura e pericolo, si trova a dover difendere sé stesso, la propria famiglia o il proprio lavoro. Allo stesso tempo, chiediamo che lo Stato sappia esercitare con equilibrio e umanità tutti gli strumenti previsti dalla Costituzione». Ieri, al banchetto in piazza Pasi, tra i primi sottoscrittori anche il consigliere provinciale autonomista Walter Kaswalder.
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