Sanità

sabato 25 Aprile, 2026

Arco, dottoressa va in pensione ma l’Azienda Sanitaria dimentica le lettere di comunicazione. E i pazienti restano scoperti

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Solo due posti disponibili in tutta la Valle, mentre la nuova Casa della Comunità è appena stata inaugurata

Centinaia di pazienti, ad Arco, sono all’oscuro di essere senza medico di base. Con buona pace di tutti, la maggior parte delle persone si rivolge al medico di medicina generale quando la necessità chiama: per una ricetta, per una richiesta di visita o per un consulto e, sempre per buona pace di tutti, c’è chi (fortunatamente la maggior parte delle persone ndr) contatta il professionista poche volte all’anno. Ma in quelle occasioni, la sua funzione dovrebbe essere garantita a garanzia di una diagnosi corretta, perché quel medico «di fiducia» ha nel suo computer, nella sua conoscenza personale, lo storico dello stato di salute generale del paziente. Un rapporto fiduciario che sta alla base del ruolo svolto dal professionista.

Per questo, l’azienda sanitaria, oggi Asuit, è tenuta a informare per tempo i pazienti di un singolo medico di base quando costui raggiunge la tanto agognata pensione dopo decenni di intenso lavoro, per concedere loro il tempo necessario a individuare un altro professionista. Non è quello che però è successo ad Arco, visto che, a gennaio di quest’anno, la dottoressa Grazia Castellaneta con ambulatorio in via Nas, ha cessato la propria attività, non certo all’oscuro di Asuit, che contestualmente non ha inoltrato a nessuno dei pazienti la lettera di comunicazione. Oltre al danno la beffa.

Nella giornata di ieri più persone sono venute a conoscenza della situazione proprio perché necessitavano, ognuna di loro, di supporto medico dal proprio medico di base. Non solo sono state impossibilitate a trovare opportuno supporto (c’è chi ha aspettato la sera per recarsi alla guardia medica ndr), ma non hanno nemmeno potuto scegliersi con serenità un medico. A ieri, i soli medici disponibili in tutta la comunità di Valle Alto Garda e Ledro erano due. Uno a Riva (il dott. Giorgio Zambotti) e uno in Val di Ledro. Una nuova dottoressa di base è attesa per giugno, ma fino ad allora, visto che i posti non sono molti, molti rimarranno scoperti e non per scelta propria, ma per un’assenza di comunicazione. E sì che, solo pochi giorni fa, era stata presentata con tanto di conferenza stampa la nuova Casa della Comunità il cui scopo è mettere in sinergia le varie realtà mediche poliambulatoriali con la medicina di base.