Alto Garda

sabato 25 Aprile, 2026

Ferma al palo da anni, le promesse della Provincia sull’ex canonica di Pietramurata: «Alloggi a canone moderato»

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Il comune di Dro l'ha ceduta a Itea: «Sarà destinato alle famiglie della "fascia grigia"»

Le politiche abitative tornano al centro del confronto politico, con un focus particolare sull’area dell’ex canonica di Pietramurata – tema molto sentito dalla comunità locale: la struttura è ferma da anni dopo la cessione da parte del Comune di Dro a Itea. A fare il punto è l’assessore Simone Marchiori, intervenuto durante la seduta fuori sede della Giunta. «Si tratta di una vicenda in sospeso da molti anni, riguardo alla quale si sono susseguite diverse ipotesi senza mai arrivare a una soluzione concreta», ha spiegato. Oggi, però, il quadro appare più definito: Provincia e amministrazione comunale condividono quantomeno la necessità di ripensare l’area partendo dai bisogni reali del territorio. Attualmente, la palazzina – composta da canonica e palestra – non è inagibile, ma viene utilizzata solo in parte: ospita alcune attività, in particolare quelle di aiuto-compiti e i centri estivi organizzati da «Casa Mia», oltre a funzioni di magazzino e all’ambulatorio medico. Due le direttrici principali su cui si sta lavorando.

Da un lato, la riqualificazione degli spazi a servizio della scuola, con particolare attenzione alla palestra; dall’altro, lo sviluppo di un progetto abitativo rivolto alla cosiddetta fascia grigia: le famiglie che non rientrano nei criteri dell’edilizia pubblica pur faticando ad accedere al mercato libero. L’obiettivo è offrire soluzioni a canone moderato, in grado di rispondere a una domanda crescente e rimasta a lungo inevasa. «Vogliamo dare risposte concrete alla comunità di Pietramurata», ha sottolineato Marchiori, lasciando aperta anche la possibilità di valutare modelli di housing sociale già sperimentati in altri contesti, da ultimo Bolognano. Soddisfazione per il confronto è stata espressa anche dalla sindaca Santoni, che ha evidenziato il valore del dialogo avviato con la Provincia. Dopo anni di attese, quindi, la sensazione è che il progetto possa finalmente entrare in una fase di progettazione con alla base una visione più chiara dei servizi da insediare. Una svolta che potrebbe inoltre rappresentare un primo passo per affrontare in modo più strutturato il tema della casa in Alto Garda.