Le celebrazioni

sabato 25 Aprile, 2026

25 aprile, il vicepresidente Spinelli alla cerimonia: «Dalla Liberazione nasce la Repubblica e i valori dell’Autonomia»

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A Trento celebrazioni partecipate per l’81° anniversario: corteo nei luoghi della memoria e riflessioni sul legame tra Resistenza, Costituzione e specialità trentina

«Esiste un nesso inscindibile che lega il 25 aprile al processo fondativo dell’Italia repubblicana: dalla Liberazione nasce la Repubblica, e con essa i valori democratici che ancora oggi fondano la nostra Autonomia». Lo ha sottolineato il vicepresidente della Provincia autonoma di Trento Achille Spinelli, intervenendo oggi nel corso delle celebrazioni per l’81esimo anniversario che commemora la liberazione dell’Italia dal nazifascismo e la fine del Secondo conflitto mondiale sul territorio nazionale.

Questa mattina a Trento la ricorrenza è stata vissuta con ampia partecipazione dalla cittadinanza. Dopo la messa celebrata nella chiesa di San Francesco Saverio in via Belenzani, il corteo – accompagnato dal Corpo musicale città di Trento – ha toccato i principali luoghi della memoria cittadina, con la deposizione delle corone alle lapidi di Palazzo Thun, al monumento ai caduti in piazza Portela, alla targa ex Imi presso il palazzo della Provincia in piazza Dante, alla targa in memoria di Giannantonio Manci in galleria Partigiani e a quella dedicata a Mario Pasi nell’omonima piazza.

La mattinata è quindi proseguita con la cerimonia istituzionale, alla presenza delle autorità civili e militari. Accanto al vicepresidente Spinelli sono intervenuti il sindaco Franco Ianeselli e il commissario del Governo Isabella Fusiello. A seguire, gli approfondimenti di Mario Cossali (presidente dell’Anpi del Trentino) ed Elena Tonezzer (ricercatrice della Fondazione museo storico del Trentino) hanno offerto ulteriori spunti di riflessione sul significato storico e civile della ricorrenza.

Nel suo intervento, Spinelli ha sottolineato il legame tra il 25 aprile e il 2 giugno 1946, data fondativa della Repubblica: «Rivendicare questo nesso significa riconoscerci nei valori della Costituzione». Tra questi, ha evidenziato il principio dell’Autonomia, «garanzia per rispettare le peculiarità e le diversità dei territori, ma anche anticorpo contro le possibili degenerazioni autoritarie e centralistiche che il fascismo aveva generato in virtù della propria idea di Stato. Autonomia, e non è un caso, diventata strumento per promuovere e garantire i diritti delle minoranze linguistiche e la convivenza tra gruppi etnici».

Il vicepresidente ha richiamato il ruolo dei costituenti, ricordando figure come Elsa Conci e Maria de Unterrichter, e il contributo determinante di Alcide De Gasperi, sottolineando come il 2026 segnerà anche l’80° anniversario dell’Accordo di Parigi firmato con Karl Gruber. Un passaggio storico reso possibile dalla sconfitta dei totalitarismi e fondamentale per il futuro dell’Autonomia trentina.

Spinelli ha quindi ricordato il peso della storia locale: oltre 40.000 trentini coinvolti nella Seconda guerra mondiale, 10.000 internati militari nei lager nazisti, migliaia di perseguitati politici e partigiani. «Credo che giovi alla memoria pubblica del Trentino ricordare che le cosiddette opzioni vennero estese, con conseguenze laceranti e drammatiche, anche ai mocheni, ai cimbri e ai ladini – ha detto –. È un patrimonio di esperienze che alimenta il senso di responsabilità e la partecipazione democratica».

Nel suo intervento è stato richiamato anche il valore delle idee autonomiste e federaliste espresse nella Carta di Chivasso e nel Manifesto-programma del 1944 del gruppo guidato da Manci, che immaginavano un’Italia repubblicana inserita in un’Europa unita e fondata sulle autonomie come antidoto alle derive dittatoriali. «Alle nostre madri e ai nostri padri costituenti, così come a figure come Manci ed Emile Chanoux, dobbiamo guardare con rinnovata attenzione: possono essere guide e ispiratori per tutte le forze democratiche» ha concluso il vicepresidente, ribadendo l’impegno a custodire e rinnovare i valori della Liberazione.