Trento
domenica 19 Aprile, 2026
«Abbiamo bisogno di una piazza»: all’ex Atesina arriva il mercatino che popola Trento nord e costruisce comunità
di Luca Galoppini
Dal SolteRiusa all’Argentario Day: cittadini e volontari si riappropriano degli spazi dimenticati, tra riuso, socialità e richiesta di luoghi di incontro
Lo spazio ex Atesina è finito al centro di una discussa questione sulla propria riqualificazione dopo anni di inattività. Nel frattempo, i cittadini di Trento nord si stanno mobilitando per riconcepire quell’area come un luogo in cui le persone possano ritrovarsi e conoscersi. E quale modo migliore se non quello di organizzare una sorta di mercatino dell’usato, il «SolteRiusa», voluto dall’associazione IlsemeSolteri, in cui diverse persone hanno portato i propri oggetti e si sono improvvisati venditori, regalando o scambiando abiti, giochi, libri o cianfrusaglie varie, con l’obiettivo non solo di dar loro nuova vita ma riscoprendo la vitalità che può avere anche uno spazio da tempo inutilizzato come l’area ex Atesina.
A parlare dell’iniziativa è Chiara Siligardi, vicepresidente de Il Seme Solteri: «Questa è la prima edizione del mercatino del riuso e nasce dalla volontà di far incontrare le persone del quartiere sfruttando questo spazio: abbiamo davvero bisogno di una piazza di questo genere. La risposta è stata molto positiva e abbiamo avuto moltissime adesioni da parte di privati che hanno portato oggettistica di ogni tipo. Siamo circa 35 venditori, direi che è un ottimo risultato per essere la prima volta. Abbiamo allestito anche un angolo dedicato ai bambini, pensato appositamente per lo scambio e la socialità tra i più piccoli».
La presidente Manuela Zaninotto ribadisce che «il motivo principale per cui abbiamo scelto proprio questo spazio è quello di affermare la necessità di ripristinare quest’area per destinarla al sociale e al rione. Vogliamo che qui trovino posto tutte le realtà che si occupano di volontariato e che diventi finalmente una piazza, perché questo quartiere, nonostante i suoi numerosi abitanti, non ha ancora un vero luogo di ritrovo — spiega — Abbiamo voluto organizzare l’evento qui proprio per sottolineare questa battaglia che portiamo avanti da 23 anni. L’amministrazione comunale sembra averlo capito e ci sta venendo incontro. La nostra associazione opera nel rione da 30 anni e ogni nostra iniziativa mira a ribadire che gli spazi di comunità sono essenziali per contrastare il degrado e i “punti oscuri” del quartiere».
Facendo un giro tra le postazioni, si potevano vedere diversi «clienti» incuriositi dalla varia oggettistica esposta. Fra loro Samia Ben Hima: «Eventi come questi sono importantissimi perché negli ultimi anni ci è mancato vivere il nostro quartiere. Fa piacere perché ci conosciamo tutti. Ho visto dei gioielli, o meglio della bigiotteria, che non si trovava da tempo e mi ha fatto tornare indietro nel tempo. Momenti come questi ti fanno tornare indietro a quando la vita era più semplice e la socializzazione avveniva attraverso queste modalità».
Anche Luisa Nicolini racconta la sua esperienza: «Secondo me l’importanza di questa iniziativa, oltre che nel luogo in sé, risiede nel diffondere uno stile di vita sostenibile basato sul riciclo e la rinnovabilità. Si tratta di oggetti che altrimenti finirebbero in discarica, con un impatto incredibile non solo a livello economico, ma soprattutto in termini di inquinamento generale. Nel mio caso, ho acquistato un Twister e due o tre libricini da regalare».
Tantissimi anche i bambini presenti, come il piccolo Rumi Dieng: «Mia mamma mi ha fatto scoprire questa iniziativa e sono venuto insieme ad alcuni amici, anzi da lui ho comprato persino un libro di Geronimo Stilton, anche se non sono un gran lettore, lo ammetto, però mi piace tanto giocare a rugby e a calcio». Tra i venditori, infine, Davide Rossi ha condiviso la sua scelta di portare la propria oggettistica: «Abbiamo portato tantissimi vestiti che appartenevano alle nostre bambine quando erano più piccole. Questo è un modo per riappropriarci di un luogo che fa parte del nostro quartiere».
Non è stata l’unica iniziativa «dal basso» ieri in città: nella collina è tornata la quindicesima edizione dell’Argentario Day, la festa del bene comune, durante la quale i cittadini-volontari coordinati dalla circoscrizione si sono presi cura del luogo in cui vivono: in ogni sobborgo, da Montevaccino a San Donà, ci sono stati lavori di pulizia, abbellimento e manutenzione.
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