Trento

domenica 19 Aprile, 2026

Paura al Pedavena, un ubriaco aggredisce il figlio di titolare: «Pretendeva che gli dessimo da bere, ci ha sorpreso alle spalle»

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È successo nella serata di venerdì nella centralissima via Santa Croce

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«Poteva finire male: ho avuto paura per mio figlio. L’ha colpito alle spalle, un calcio negli stinchi». Andrea Ghesla, titolare della birreria Pedavena di via Santa Croce, racconta l’aggressione avvenuta all’interno del suo locale venerdì sera, intorno alle 20.30.

Tutto ha avuto inizio quando un uomo, pare in stato alterato, ha fatto capolino in birreria. «Era un senzatetto ubriaco — racconta il titolare — Si è diretto al bancone e pretendeva degli alcolici. La barista vedendo le condizioni in cui era, si è rifiutata e ha chiesto gentilmente di allontanarsi». Sotto gli occhi dei clienti, l’uomo avrebbe iniziato a inveire contro la donna, a «sbraitare» e «imprecare» rifiutandosi di lasciare il locale. A quell’ora della sera, tra l’altro, era anche affollato. I tavoli pieni, c’erano anche famiglie. «Nicola, mio figlio è intervenuto — continua — Lo ha pregato di uscire e di lasciare stare la barista. Lui, però, ha iniziato a gesticolare pesantemente e ad alzare la voce. Ha fatto una scenata, si vedeva che era ubriaco, ma l’atteggiamento ha preoccupato tutti».

Tra un tentativo e l’altro di riportare la situazione sotto controllo, l’atmosfera si è scaldata. E la discussione tra il figlio e l’uomo sarebbe degenerata in una zuffa. «Nicola era di spalle — spiega il titolare — L’uomo gli ha sferrato un calcio dritto negli stinchi». Da lì ha poco sono venuti alle mani: qualche pugno e spintone. «Ho pensato al peggio — rivela — I clienti sempre più spaventati. Due dei nostri dipendenti sono intervenuti per aiutare Nicola».

Nel frattempo, i presenti hanno chiamato il numero unico per le emergenze 112. Sul posto si è portata la polizia di stato che nel giro di poco ha riportato la situazione sotto controllo. Seguiti dai carabinieri della compagnia di Trento. «Siamo esasperati, la città fa paura — conclude il titolare — Sono qui da oltre trent’anni e la situazione sta degenerando in città».