Cronaca

giovedì 2 Aprile, 2026

Evade dagli arresti domiciliari, ruba un portafoglio, i poliziotti gli dicono di fermarsi e lui prova a investirli: venti mesi di condanna

di

Il 34enne aveva anche ferito alla gamba un agente

Evaso dagli arresti domiciliari da quasi un mese, per evitare l’arresto, quel 7 settembre 2023, l’allora 34enne aveva tentato di investire con l’auto due agenti in borghese che si erano appostati vicino alla sua vettura in sosta, in via Pascoli a Trento, e che, vedendolo ingranare la marcia, in sequenze diverse gli si erano parati davanti al grido: «Fermo, polizia». E ieri, a distanza di due anni e mezzo, è arrivata la condanna, a un anno e otto mesi di reclusione.

Il fuggitivo, di fermarsi, quel giorno, non aveva alcuna intenzione e lo aveva dato ben ad intendere, sgommando via con la sua utilitaria e puntando a forte velocità contro i due operatori in borghese che gli si erano parati davanti in strada, e che, prima uno e poi l’altro, erano stati costretti a scansarsi in extremis, uno facendo anche un balzo, pur di non finire sotto, investiti. Anche se, dopo aver colpito l’auto della Polizia messa di traverso lungo la via per impedirgli la fuga, l’evaso, incurante ancora una volta dell’ordine degli uomini della questura di arrestare la corsa, riprendendo la marcia aveva finito davvero per colpirne uno, rimasto ferito a una gamba e finito in ospedale, dove era stato dimesso con cinque giorni di prognosi. E l’arresto no, il 34enne di origini sinti, con una residenza a Pergine Valsugana ma di fatto senza fissa dimora, non era riuscito a scongiurarlo, al di là dell’ordine di carcerazione già emesso a suo carico per essere uscito di casa dove era invece «recluso».

Allora l’arresto era scattato anche in flagranza, data la resistenza a pubblico ufficiale, con tanto di tentate lesioni agli stessi poliziotti, in continuazione e con una serie di aggravanti. E in più si era guadagnato l’ulteriore contestazione di furto messo a segno in un’auto in sosta a Lavis, da cui, rotto un finestrino, aveva rubato il cellulare e il portafogli con 100 euro, documenti e carte di pagamento ai danni del padrone della vettura, un 42enne. Tutte accuse, queste, che ieri sono costate all’imputato, che di anni ora ne ha 37, una condanna a un anno e otto mesi di reclusione, oltre a 1200 euro di multa e al pagamento delle spese processuali. La sentenza è stata emessa dal giudice per l’udienza preliminare Enrico Borelli che ha tenuto conto anche dello sconto di un terzo della pena prevista dal rito abbreviato scelto dall’avvocato dell’imputato, Giuliano Valer. Per la pm Maria Colpani la condanna avrebbe dovuto essere ben più pesante e cioè a tre anni di carcere.