Altipiani Cimbri
lunedì 30 Marzo, 2026
Dopo il caso degli husky sequestrati a Lavarone la richiesta al ministro Abodi: «Vietare lo sleddog»
di Giacomo Polli
Raccolte 10mila firme e 30mila euro per sostenere la petizione. La Lav: «Stiamo seguendo il recupero degli animali coinvolti»
Il caso dei 37 husky maltrattati e detenuti in condizioni critiche in un allevamento di cani da slitta in località Millegrobbe, a Lavarone, potrebbe aver segnato la svolta per vietare definitivamente lo sleddog, l’attività sportiva che prevede l’utilizzo dei cani da traino, su tutto il territorio nazionale. Dopo quanto successo nel comune cimbro, ben diecimila persone hanno firmato e sostenuto la petizione promossa dalla Lav per chiedere al ministro dello sport Andrea Abodi di vietare l’attività sportiva in Italia e proprio nei giorni scorsi la raccolta firme è stata consegnata a Roma.
«Si è svolto, in un clima positivo e costruttivo l’incontro con il ministro dello Sport Andrea Abodi, richiesto a seguito del sequestro di 37 cani da sleddog a Lavarone, caso che ha sollevato gravi preoccupazioni sulla tutela degli animali impiegati in questa attività – spiega la Lav -. Durante il confronto abbiamo consegnato al ministro le 10mila firme raccolte con la mobilitazione nazionale contro lo sleddog e la documentazione relativa alle condizioni dei cani sequestrati. La nostra associazione ha accolto e sta seguendo il recupero della quasi totalità degli animali coinvolti». E proprio con l’obiettivo di salvare i cani, sino a questo momento sono stati raccolti oltre 30 mila euro attraverso una raccolta fondi popolare. «Abbiamo ribadito al ministro le criticità strutturali di questa pratica, anche quando presentata come attività sportiva o turistica – riprende la Lav -. Abbiamo chiesto la rimozione del riconoscimento dello sleddog come disciplina sportiva, l’esclusione della Fidasc dal Coni e l’avvio di un percorso normativo che vieti il traino e le competizioni con cani. Il ministro Abodi ha ascoltato con attenzione le istanze presentate, mostrando apertura al confronto e disponibilità ad approfondire il tema. L’incontro rappresenta un primo passo importante verso l’avvio di un dialogo istituzionale».
«Il ministro Abodi ci ha testimoniato la sua attenzione, la sua sensibilità sul tema e la sua volontà di intervenire in un mondo che ha molte zone di grigio anche nell’ambito sportivo – ha poi affermato Gianluca Felicetti, presidente della Lav, tramite i canali ufficiali -. Siamo soddisfatti».
Quanto accaduto a Lavarone, quindi, ha avuto un eco nazionale, con l’associazione che mira a vietare la pratica dei cani da slitta. Nel frattempo il sindaco del comune cimbro, Claudio Stenghele, aveva emesso un’ordinanza per vietare ai titolari dell’allevamento coinvolto nella vicenda il possesso di altri animali sul territorio fino al termine del procedimento penale. «L’ordinanza può rappresentare un primo passo affinché l’attività di sleddog venga messa in discussione sull’intero territorio comunale» aveva commentato la Lav. Ora la questione si sposta dal Trentino alla capitale, dalla scrivania del sindaco Stenghele a quella del ministro Abodi.
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