Valsugana

domenica 15 Marzo, 2026

C’è della ruggine sul cofano della sua auto: i carabinieri lo multano. Ma lui fa ricorso e vince: «Non ci sono prove fosse pericolosa»

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È successo a Borgo Valsugana. L'Arma lo dovrà rimborsare

Multato, durante un controllo, per la ruggine presente in alcuni punti del cofano della propria auto, ha impugnato il verbale e ha ottenuto che il giudice di pace di Borgo Valsugana lo annullasse. Per mancanza di prove sufficienti, perché non era stato dimostrato che la ruggine fosse tale da alterare le caratteristiche del veicolo. L’Arma dei carabinieri, di suo, non si era costituita in giudizio, tanto da essere dichiarata contumace, e quindi non aveva presentato difese né prove a legittimare la sanzione. E se l’automobilista che aveva presentato ricorso non dovrà pagare la sanzione amministrativa, dovrà invece mettere mano al portafogli il militare che gli aveva staccato il verbale, quel giorno di fine aprile 2025: dovrà rimborsargli le spese di giudizio, nello specifico i 43 euro del contributo unificato, quanto cioè richiesto per l’iscrizione a ruolo dei procedimenti civili.

La contestazione
Il ricorso al giudice di pace di Borgo Valsugana è di fine maggio 2025. Il controllo era del mese precedente: allora i militari avevano contestato al conducente e proprietario della vettura di «circolare con il veicolo che presentava alterazione delle caratteristiche costruttive e funzionali». In particolare avevano accertato «che il telaio (cofano motore) presentava punti di ruggine». L’automobilista aveva subito fatto notare che lo strato di ruggine era solo superficiale e non modificava certo le caratteristiche costruttive dell’auto né andava ad incidere sui requisiti di funzionalità e sicurezza. Ma l’operatore ha proceduto comunque con il verbale, contestando la violazione del codice della strada relativa alle caratteristiche costruttive e funzionali dei veicoli a motore.
Ora, è vero che da codice della strada «carrozzeria e telaio devono essere in buono stato d’uso e manutenzione» ma la Motorizzazione civile interpellata dalla giudice di pace Tiziana Toma non è stata in grado di esprimere una valutazione sulla carenza riscontrata dai militari «perché la descrizione nel verbale e la sola fotografia prodotta agli atti dal ricorrente non possono costituire elemento sufficiente ad esprimere un giudizio tecnico al riguardo» si legge nella sentenza emessa nelle scorse settimane.

«Prova non sufficiente»
Insomma, «in corso di causa non è stata fornita prova sufficiente della sussistenza delle circostanze caratterizzanti la fattispecie contestata», e i militari accertatori «a verbale non hanno dato contezza né dell’estensione né dell’entità dello stato di corrosione sul cofano motore». Ed ecco l’impossibilità di fare una valutazione, in concreto, sulle condizioni oggettive dell’auto. Del resto gli elementi oggettivi su cui si basava il convincimento dei militari accertatori, secondo Toma «non costituiscono prova sufficiente della responsabilità dell’opponente». E senza questa il giudice non può che accogliere l’opposizione, come è stato appunto per l’automobilista che si è visto annullare il verbale. E come da sua richiesta gli verranno rimborsate le spese processuali.